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Introspezione 10 febbraio 2017 · lettura 1 min · 2159 letture

Persa

Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
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- è tempo che non mi scrivo più. Lunghe ore, dove ho perso i minuti del dolore. Dove vivo, il lutto di questo addio l’aspra solitudine della tristezza. L’assenza di ciò che non torna. Ho smesso con le lettere al mio ieri e mi rendo conto, che questo vuoto corre lungo i muri di ciò che ho amato. E’ neve, sulle pareti senza più quadri neve bianca, sul mantello della collina. Dove sei tu. Vorrei scrivermi ancora, giusto il tempo di non lasciarmi andare tra le stagioni del mondo chiamate al pianto. Per ogni nascita. Ripartita.
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è tempo che non mi scrivo più ... è voluto " presente indicativo per essere precisi "! Ringrazio la gentile autrice per il suo intervento, ma non è un errore.

L'autore
Patrizia Ensoli

Solo una donna, nient’altro

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Commenti (4)

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Luciano Capaldo10 febbraio 2017

Ogni verso, ogni parola di ogni lirica di quest’autrice, non so perché, m’impone un silenzio rispettoso. Avverto una sospensione dell’anima rivolta all’essenza dei suoi scritti. In questa lirica, in special modo, che io reciterei con voce calda e un po’ lontana, si avverte quel tempo rimasto inutilizzato perché c’è l’enfasi, adesso, di recuperare ed impeganre quel vuoto, quel bianco. Fa sognare!

Enrico Baiocchi10 febbraio 2017

Ciò che mi colpisce maggiormente in questa lirica, che forse avrei visto meglio in introspezione, sono i tempi dei verbi, tutti al passato, come se la porta fosse già chiusa, solo in quel verso:"vorrei scrivermi ancora, giusto il tempo di non lasciarmi andare", bellissimo, si vede un barlume di luce sul futuro, forse più che triste è molto, ma molto malinconica in quei muri vuoti già amati. Almeno così io l'ho letta.

Sandra2410 febbraio 2017

La poesia è molto bella, ma è balzato ai miei occhi un brutto errore verbale. "è tempo che non mi scriva più", così va scritto. Non avrei detto nulla se fosse stato un semplice errore di battitura. Comunque complimenti per la bella poesia.

Antonio Biancolillo10 febbraio 2017

Scriviamo sempre a noi stessi quando osserviamo... quando ci chiediamo... quando rovistiamo tra le possibili risposte... quando vogliamo interrogarci nel silenzio... E' il nostro modo di sentirci partecipi "con noi stessi"... Guai a non "scrivere più a noi stessi" ... Su quei fogli c'è tutto sé stessi...è il nostro "altro io" a cui chiediamo ... Scriversi ancora e sempre è la giusta strada... Molto apprezzata nei passaggi dei tempi...