Persa

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Ogni verso, ogni parola di ogni lirica di quest’autrice, non so perché, m’impone un silenzio rispettoso. Avverto una sospensione dell’anima rivolta all’essenza dei suoi scritti. In questa lirica, in special modo, che io reciterei con voce calda e un po’ lontana, si avverte quel tempo rimasto inutilizzato perché c’è l’enfasi, adesso, di recuperare ed impeganre quel vuoto, quel bianco. Fa sognare!
Ciò che mi colpisce maggiormente in questa lirica, che forse avrei visto meglio in introspezione, sono i tempi dei verbi, tutti al passato, come se la porta fosse già chiusa, solo in quel verso:"vorrei scrivermi ancora, giusto il tempo di non lasciarmi andare", bellissimo, si vede un barlume di luce sul futuro, forse più che triste è molto, ma molto malinconica in quei muri vuoti già amati. Almeno così io l'ho letta.
La poesia è molto bella, ma è balzato ai miei occhi un brutto errore verbale. "è tempo che non mi scriva più", così va scritto. Non avrei detto nulla se fosse stato un semplice errore di battitura. Comunque complimenti per la bella poesia.
Scriviamo sempre a noi stessi quando osserviamo... quando ci chiediamo... quando rovistiamo tra le possibili risposte... quando vogliamo interrogarci nel silenzio... E' il nostro modo di sentirci partecipi "con noi stessi"... Guai a non "scrivere più a noi stessi" ... Su quei fogli c'è tutto sé stessi...è il nostro "altro io" a cui chiediamo ... Scriversi ancora e sempre è la giusta strada... Molto apprezzata nei passaggi dei tempi...




