Alla mensa della memoria
Nutriamoci del ricordo,
oltre l'amore vissuto
che non abbiamo saputo guardare
con sguardo sincero,
beviamo l'acqua del divenire,
per dissetarci e purificarci
dalle disillusioni.
Parliamo senza voce,
non esistono parole più dei silenzi
per saper raccontare la sfiducia
e la solitudine,
per poter sentire ciò che nasce
e improvvisamente muore dentro di noi.
Guardiamoci nel cuore
per riconoscerci,
senza sussurrare i nostri nomi,
senza bisogno di toccarci nelle parti intime
per decodificare le nostre passioni.
Nutriamoci delle piccole cose
che abbiamo reso grandi
con la nostra umiltà,
rinnegando la gelosia che uccide il sogno,
rifiutiamo il sentire l'arroganza e l'indifferenza
che spesse volte ci hanno sovrastato,
ricordiamoci dei nostri sorrisi delle lacrime,
dello sgomento sui nostri volti spenti.
Ricordiamoci di noi, chi siamo stati, siamo, saremo
per affidare al tempo i nostri attimi, la morte,
la rinascita,
chiediamoci se abbiamo amato veramente,
la memoria non dimentica!
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L'autore
Eolo
Commenti (3)
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Luciano Capaldo12 febbraio 2017
Una lirica che ha toni sinceri, sentiti ed anche condivisibili. Ogni amore anche quello universale per la terra, per la religione andrebbe vissuti cibandosi di silenzi dove l'unico a parlare è il cuore che entra in sintonia. Le immagini sono eloquenti ed i versi hanno una vis poetica evocativa. Complimenti
Umberto De Vita12 febbraio 2017
Beh, credo che l'amore non sia fatto da troppi silenzi, l'amore dona e riceve dolcezza, quindi è bene proseguire su questa linea, ovviamente se è amore. Ottimo testo.
carla composto12 febbraio 2017
in qualsiasi tipo d'amore non c'è bisogno di troppe parole come dice l'autore si ntre di silenzi di dolcezza ...versi molto bella che arrivano al lettore il mio sempre sincero elogio



