Discinta e fragile
giovanni bianchi
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Discinta e fragile nel suo biancore
rotondo o a falce di sinuosa lama
attenta testimone di fortune,
allegre o sconsolate,
che allietano o distruggono le masse
di questa folle e insana umanità,
ché prova, il ciel mirando a prima sera,
(o quando il buio incombe e la paura
sottile come filo di stiletto
colpire può, potente e all'improvviso),
ferito chi, nei giorni di mutante,
a ritrovarsi ancora
e pure la fanciulla innamorata
e triste, che con prece calda e muta,
chiede risposte chiare,
consolatrici di un dolore antico
per cui le lacrime copiose vanno
a segnare vie nuove giù dagli occhi,
risposte a tutti dona,
persa nel suo vagare,
sempre, la Luna, sta.
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giovanni bianchi
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