Tarli

I tuoi tarli, scavano silenzi
metriche esistenziali
occhi neri, fissi nell'abisso
mute crepe, dilatate
fanno tremare la terra
i passi tuoi notturni
le chiavi appese,
il fiore, che mai appassì
la pioggia poi, che non arriva
l'acqua sul fuoco
e quello,
tutto quello che non so dire.
- Spesso chiudo gli occhi e rimango in silenzio.
Spesso c'è troppa luce e abbaglia.
Sono abitato da ombre, e di silenzi -
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Commenti (2)
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Pagu13 febbraio 2017
Grandissimo testo... profondo, ispirato, ben strutturato. Una poesia che conquista tutta la mia ammirazione. Complimenti.
Paola Riccio13 febbraio 2017
Santo, ti leggo sempre e resto quasi sempre senza parole, sei una perla tra sassi, sei come il sole dopo la pioggia, ha ragione Luisa, voli in alto e tutti noi sotto a guardati, io con tanta ammirazione. Testo bellissimo.

