La mia Terra - Elegia a Borgolavezzaro tra le Nebbie
Massimiliano Zaino
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Avvolto è ancor dagli oìdi di gelida
nebbia il mesto päèse, co' i suoi tetti
colmi di glauchi cieli,
e i freddi aspetti
del campanile che ora io scorgo appena,
donde - mossa dal vento - una campana
odo che urla, e dispera
e va lontana
a' i pié delle cascine diroccate,
de' i giovini ricordi dei vegliardi,
e va a' divinizzate
spiagge. Ombre e bardi
si aggirano tra le nebbie che ammiro,
ululando canzoni di vecchia era,
catturando un sospiro
di Primavera.
E vanno dove un dì v'èran le pale
del perduto mulino e di sua màcina,
e nel gelo fatale
accènnan baci
sul corso della roggia alla mugnaia
fatta fantasma dal sepolcro antico,
e alla campestre ghiaia
di fango aprico,
e a questi Tempi che furono un giorno.
Tutto così mi è vecchio e più remoto,
le cappellette intorno
di ogni "ex voto".
Allor la bruma invade anche la chiusa
dove il suo cascinino non vi è più.
La borghigiana Musa
costui ne fu.
Scorgo in tra nebbie il funebre vïàle
vicino al cimitero. Oh infanzia mia!
Un pensier spicca l'ale
di Pöesia:
qui crescevano un dì i bei prataïoli,
e tra i pioppi e i cipressi e senza pecche
ai primi e caldi Soli
le gambe- secche.
La nebbia delle époche ha sepolto
per sempre i vecchi ricordi del cuore.
Non rimane che un volto
segno al Dolore.
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L'autore
Massimiliano Zaino
Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori
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