Così una sera parlò la solitudine( 1)
Rosetta Sacchi
1894 poesie pubblicate
+ Segui

Arranca per le scale senza fiato... grida...
mi dice tra la folla c'è tormenta
La folla è sola e racconta strane cose
e compie gesti incomprensibili...
mi teme, ma io non sono il male
La mente sì... è un inganno è una trappola
la fantasia l’ illude, dà vita a idee e progetti folli
Ed eccoti un esempio... è accaduto:
una donna ch’ esce per la strada, sorride
lo sguardo ammicca e invita - col labbro
un po' scomposto- lo stuolo di uomini
sul ciglio opposto... dove in fila corrono i cipressi
e il busto lentamente muove e scivola in movimenti apatici
così come la lingua scivola sui fianchi
e come la seta cade e... svela ben oltre l'ombelico
È questa la solitudine che uccide...
dice... e poi ammutolisce
In cima mi prende sottobraccio
e sulla soglia io spalanco l'uscio
ben presto sulla sedia m'aggroviglio
un calice di rosso e un lume fioco
E mi conosco... tra breve... cedo al sonno
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rosetta Sacchi
"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
