Ciò che resta
Selli Brun
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Fra le trine opache dei vetri si staglia
un campo di papaveri impazziti
che ho voluto legare ai miei pensieri.
Corrono senza nome emozioni
prima vestite di primavera.
Restano chiuse le sere di sabbia
e s'addormentano nei prati lontani
rondoni neri che vagano senza gronde;
orme di tempo dicono
e frasi e parole che non hanno colore,
suoni sbiaditi nell'acqua pallida del giorno.
Senza nome e senza voce
mi riconosco terra
che germoglia ancora
sono sonno appeso alle scarpe ruvide
quelle stesse che hanno camminato i sogni.
Mi guardo intorno...
Ciò che resta sono io
in compagnia di un tramonto
e di qualche goccia di tenera rugiada.
©
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L'autore
Selli Brun
Estrosa e creativa fino alla follia; puntuale e seria più di quanto basta; istintiva, tenace e volitiva fino all’esasperazione; volenterosa e laboriosa tanto da dar fastidio a chi non lo e‘. Logorroica fino all’impossibile, sensibile e permalosa. Costruisco mondi immaginari e vivo di poesia raccolta in posti in cui
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