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Riflessioni 17 febbraio 2017 · lettura 1 min · 1968 letture

Docta ignorantia

Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
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Quanti i semi sul terreno fertile del cielo. Sii pensiero esortavi ove resta ancora quella luce autentica visionaria nelle idee. Inattingibile perfetto nel finito. Tu, senza gradi d’infinito. Oh indivisibile, fosti l’alto spazio: né confini, né barriere. Ali su quel sogno eretico dinamico. Materia del creato il tuo intelletto forse il mio. Sull’anima del mondo ormai sciupata. Cenere d’azzurro le tue spoglie smisurate. Poi di nuovo noi tormentati dentro dubbi d’ignoranza camminiamo brancolando, sul soggiorno estremo della tua Eternità!
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"Che ci piaccia o no, siamo noi la causa di noi stessi. ... Verrà un giorno che l’uomo si sveglierà dall’oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo." Giordano Bruno

L'autore
Patrizia Ensoli

Solo una donna, nient’altro

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Commenti (7)

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Lina Sirianni17 febbraio 2017

Mai cedere le redini della propria esistenza, lasciare sempre uno spiraglio al pensiero libero al dubbio almeno! Bel tema

Angela Rainieri17 febbraio 2017

L'evoluzione dell'uomo sulla terra e la conquista di nuovi confini non si può dire abbiano creato un uomo "evoluto" in senso lato del termine, poiché persiste ancora quella "dotta ignoranza " che alla fine lo fa barcollare nel cammino di un mondo la cui anima sembra sciupata e corrosa a causa di quest'essere che si crede " intelligenza superiore"...Almeno l'ho intesa in questa chiave di lettura... Complimenti per la stesura. Ottimi versi che inducono alla riflessione.

Luciano Capaldo17 febbraio 2017

Siamo tutti il frutto delle nostre scelte ancorché spesso indotte da un movimento sociale che si chiama edonismo e riduce l'uomo evoluto a semplice strumento del piacere. Il titolo già introduce subito al significato di questi magnifici versi che con una vis poetica notevole entrano nelle convinzioni del lettore... ammirato.

poeta per te zaza17 febbraio 2017

Quel rogo brucia alto e dirompente per chi è credente o no, qui nel presente.

Enrico Baiocchi17 febbraio 2017

Dopo oltre cinquecento anni il suo "pensiero eretico" divide ancora la ragione dell'umanità. Una delle tante vittime della chiesa cattolica dispotica, che dietro la maschera della Santa inquisizione, servendosi della efferatezza delle crociate, intendeva racchiudere entro i precisi limiti della propria visione, la genesi del mondo, che osteggiava, ed ancora osteggia, i precursori della scienza, gli apostati del cristianesimo, i rivoluzionari dell'astronomia, il cultori del pensiero indipendente, i Copernico, i Galileo e le centinaia di migliaia di ebrei, musulmani, "streghe", protestanti, e tutti coloro che erano "diversamente cristiani" e ponevano l'universo anziché il solo dio al centro del pensiero filosofico.

piera tola17 febbraio 2017

"Tu senza gradi d'infinito..." Come già detto sottolineo l'importanza dei concetti per la quale uomini come G. B. morirono per mano di ignoranza e molto altro ancora... purtroppo a distanza di secoli il pensiero si divide ancora ma solo per veduta, poiché la verità di fatto è una (per me) qualunque essa sia l'importante che sia libera...!

Cristiano De Marchi17 febbraio 2017

Delicato e semplice quel "forse mio" che apre le porte del pensiero condiviso tra poeti o pensatori portatori di "docta ignorantia". Io sono e sarò sempre da questa parte, perché al di là del fiume trovo ben poche radici alle quali ancorare pensieri liberi. Giordano Bruno è l'esempio di una mente aliena immersa in un mondo forse troppo semplice.