L'ultimo salmo
Ridatemi il mio letto
ch'io possa pregarvi il mio Dio
come l'ultimo dei peccatori.
Ridatemi uno straccio
ch'io possa coprire
le mie carni nude.
Ridatemi un sorriso
ch'io possa alla fine
addormentarmi felice.
Sono giorni che nella sete
recito salmi ed alzo gli occhi
ma nessuno ode le mie grida...
ed i miei piedi ormai
non lasciano più orme sulla neve.
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Commenti (2)
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picciro17 febbraio 2017
Un tema che noi umani vorremmo fuggire, avendone la malcelata consapevolezza, ma che l'autore tratta con tatto e delicatezza, rendendo questa poesia leggera come soffio di neve, ridandocene la giusta dimensione del vivere nella sua finitudine. I miei complimenti!
alias Marina Pacifici18 febbraio 2017
Profonda poesia sullo smarrimento esistenziale... L'anima che, alla deriva, vuole trovare Dio in una ricerca aspra che sembra il viaggio di Ulisse. Sempre interessanti le poesie di quest'Autore.


