Il nostro gioco
Peppe Cassese
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E giusto per andare
e non tornare ai passi tuoi traditi
su questa strada dove m'hai mollato
amico mio infedele e disperato
nella finzione vera di quel gioco
che prende tanto quanto dura un fuoco.
Ed io fin qui smarrito
in questa solitudine da sballo
ti aspetto non soltanto molto poco
ma credo ancora stupido al tuo gioco
e mi sorprendo a confessare al cuore
che nonostante meriti il mio amore.
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Peppe Cassese
Commenti (1)
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G
Giuseppe La Marca21 febbraio 2017
Centrato in pieno in questa poesia un tema molto attuale e che mi sta molto a cuore. Quante volte ho pensato allo stato d'animo (perché anche loro hanno un'anima) del cagnolino abbandonato sull'autostrada o sperduto fra terre sconosciute. Chissà se provano - mi son chiesto - delusione, odio, tristezza verso il folle gesto del "padrone" che lo porterà, nella maggior parte dei casi, alla morte, Chissà se invece nutrono sempre la speranza che il "padrone" ritorni un giorno e metta fine ad un "brutto gioco".
