I ragazzi del coro

Sono ancora là,
in un'eternità sospesa,
con il loro sguardo di luce,
la voce di cristallo che si diffonde,
dalla navata del monastero,
oltre le vie di Fabriano,
verso la cartiera, retaggio antico
di memorie e di sogni infranti.
Tra i basolati di porfido, dove io
mendicante tra mendicanti,
racconto a Dio l'amore dell'uomo
vissuto tra cellule di sangue.
I ragazzi del coro sono ancora là,
tra note irreali diffuse da un organo a canne,
con voce modulata tra i silenzi,
lo sguardo assorto,
a misurare voci bianche,
che si perdono oltre l'abisso,
colmato dall'innocenza!
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L'autore
Eolo
Commenti (2)
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carla composto22 febbraio 2017
ricordi innocenti di cori di voci bianche sembra quasi di sentirli... pensieri che riaffiorano nella mente bella opera che ci riporta indietro nel tempo elogio e stima
Claretta Frau22 febbraio 2017
Poesia importante, dove le note della fanciullezza riecheggiano limpide come le speranze, la spensieratezza, l’innocenza di quegli anni che nel cuore del poeta non invecchieranno mai


