L'egizia
Oh donna,
impavida scomparsa,
lance nel cielo
tra nuvole di mare,
volasti tenebra altrove,
odor d'incenso
avvolta,
gelidi pistilli ed ambre
con un raggio
d'addio.
Mai
si vide invecchiar,
il tuo volto adorno
staccato dal mondo,
nel tempo scalfito
che scrisse profano,
per te morte,
intingendo nel veleno,
la bellezza
di una falena.
Regina,
di fior vestita,
di miele nutrita,
su terra d'Egitto
regnava
la tua grazia,
calpestavi la sabbia,
spuntava l'amore,
le tue parole melodiose,
svegliavano il sol
nel vento.
Gloria di Padre,
il nome di una Egizia,
erige la tua seduzione,
il decoro degli occhi
e la malia,
sull'immagine seppellita
su un petalo,
che non si distrugge
nella corrente,
di un brillio
spento.
©
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Commenti (1)
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Paola Paolina Segatto23 febbraio 2017
Bellissima lirica degna di essere letta copiosamente. Versi amabili, gentili e delicati. Lirica che fa emozionare il lettore. Molto piaciuta!
