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Dialettali 24 febbraio 2017 · lettura 2 min · 1344 letture

Tempo lontan

Giovanni Ghione 505 poesie pubblicate
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Mi che spetavo o laete fresco verso sei öe ‘na valdostann- a ‘na bruna alpinn- a ean inta stalla, stalla de Millio Buggièu de zingo cassa de legno Rina a- o versava inta böttiggia che a l’ea de veddro Vento d’inverno cheugge e öive sempre in zenoggio in quelle fasce me Poae in sce- a scàa zù o- e cacciava impimo i sacchi doppo a- o frantoio sciortiva l’êuio rendeiva poco A primmaveja l’erba segamo in quelle rive pe dà ai cuniggi. Gh’ea a stae de i agriotti e armognin i platò impimo pe andà ao mercou fito a- a mattin. Inte l’autunno seramo e legne stiva in cuxinn- a quarche gallinn- a a fava n’euvo Ôa t’e andaeto tempo lontan vacche in ta stalla no ghe ‘n’è ciù ghe son de ville con di scignoi vegnan de stae Millio e me Poae andaeti son via pe sempre e mi che alloa eo piccin te sento ôa tempo lontan de quello poco eo contento. Tempo lontano Io che aspettavo il latte fresco verso le sei una (mucca) valdostana una bruna alpina, erano nella stalla, stalla di Emilio Secchio di zinco mestolo di legno Rina lo versava nella bottiglia che era di vetro Vento d’inverno raccogliere le olive sempre in ginocchio in quelle fasce (terrapieni collinari) mio padre sulla scala giù le buttava riempivamo i sacchi dopo al frantoio usciva l’olio rendeva poco A primavera l’erba tagliavamo in quei versanti per darla ai conigli C’era l’estate delle visciole e albicocche le cassette riempivamo per andare al mercato all’albeggiare Nell’autunno tagliavamo la legna stufa in cucina qualche gallina faceva un uovo Ora sei andato via, tempo lontano, mucche nella stalla non ci sono più ci sono le ville con dei benestanti vengono d’estate Emilio e mio Padre sono andati via per sempre ed io che in quel tempo ero piccolo ora ti ascolto tempo lontano di quel poco ero contento.
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Nome di fantasia

L'autore
Giovanni Ghione

Scrivere Poesia è aggiungere realtà alla fantasia, è un rifugio di parole che escono dalla mente, dal cuore, è un donar pensieri dall'oggi, al domani, a ieri. Per me dall'adolescenza apprendista artigiano della parola è come ritornare a scuola per acquisire nuova conoscenza libera da ogni interferenza. L'importanza d

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Commenti (6)

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carla composto24 febbraio 2017

ricordi antichi d'un tempo lontano bellissime le descrizioni in dovizia di particolari ottima opera in un accattivante e bel dialetto che eogio con piacere

c
catherine24 febbraio 2017

Bel quadro di vita agreste d'altri tempi vivacizzato dall'uso del simpatico dialetto.

Alberto De Matteis24 febbraio 2017

Ricordi infantili di vita campestre molto semplice ma tanto felice, fatta di piccole cose e in cui tutto era genuino e spontaneo.

Sara Acireale24 febbraio 2017

È molto suggestivo questo quadretto di un tempo remoto... belle le immagini, mi sembra di vedere realmente tutte le cose che il Poeta descrive: le mucche che davano il latte, il secchio di zinco e poi la raccolta delle olive, il taglio dell'erba in primavera e la frutta d'estate. È un mondo antico fatto di semplici cose ma genuine, vere.

Angela Schembri25 febbraio 2017

Un incanto di poesia, questa, come il tempo a cui rimandano questi fantastici versi. Un vivere tranquillo, genuino quello di allora che sapeva di vero, di un sapore più buono. Un quadro di immagini e persone che si muovono nell'alternarsi delle stagioni ed il tocco di colore in più è dato dal vernacolo che caratterizza ancor di più la realtà del posto. Immagino un paese baciato dal mare, la gente del posto, i vicini altipiani, gli ulivi, gli animali. In chiusa un'esplosione di nostalgia; non c'è moneta che ripagherebbe il valore di quel tempo lontano.

Giacomo Scimonelli25 febbraio 2017

Ricordi più vivi che mai verseggiati con efficacia ed eleganza... un tempo lontano che ancora regala emozioni al cuore e alla mente... bastava davvero poco per essere felici e adesso in quei luoghi non si respira più la semplicità...versi che ho letto con piacere...