E oggi cosa m'invento?
E oggi cosa m’invento
come m'inganno?
Ieri appoggiato
con i gomiti sul davanzale
ho sognato di volare
ho contato tutte le stelle
ho immaginato di essere un Dio
e per un attimo ci ho pure creduto
mi sono entusiasmato, esaltato
ma quando qualcuno mi ha servito
un vino annacquato, ho capito
che era giunta l’ora di rientrare la testa
nelle tarme della mia esistenza.
E allora cosa m'invento?
Mi provoco un orgasmo
magari allo specchio
mentre ammiro la mia virilità
o forse è meglio che urlo
per non morire di normalità
oppure sputo in questo foglio bianco
cazzate e oscenità.
Qualcosa però mi devo inventare
qualsiasi cosa
magari potrei saltare
bere, ballare, amare
ma devo continuare a barare
barare a me stesso che conosco le carte
e non riesco a fottermi
nemmeno quando giro la testa
cercando l’alibi dall’altra parte.
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Commenti (1)
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Angelo 200024 febbraio 2017
Fresca ed originale, una di quelle poesie che stanno simpatiche a pelle e che non puoi fare a meno di leggere, consapevole, forse, che l'autore non ha dovuto compiere elevati sforzi virtuosistici per coinvolgerti, ma gli è bastata una azzeccatissima strizzatina d'occhio. A volte, le strizzatine d'occhio denotano maggiore ingegno di qualunque strofa artisticamente costruita. Ma qui l'arte c'è, eccome, sottoforma di lieve armonia.