"I giorni più tetri"
Stefano Drakul Canepa
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Mi tengo lontano
dalla luce più forte
e mi copro gli occhi
quando il sole brucia
Prima del tramonto
cerco sempre un’ombra
un rifugio dove
poter morire da solo
Il silenzio
della mia stanza vuota
ed il legno
di una viola che risuona
Sono il mio dolore
tenuto vivo
e coltivato fra le nubi
di una terra gelida
Dura come pietra
lucida
come la strada umida
Dei giorni più tetri.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Andriuslan24 febbraio 2017
Talvolta è il dolore che ci mantiene vivi, coltivando la terra fredda arida di un profondo malessere, che spesso sfocia in tetre introspezioni di chi sognatore, vive la notte lontano dalle luci assordanti del giorno, leggo spesso le tue poesie mi piacciono molto... Condivido molte espressioni letterarie.

