Il verme solitario
moreno marzoli
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Parassita nel digerente si allunga e si distende
negli scranni del conclave a prosperar impunemente
alla faccia della gente.
Esecrabile è il pensiero di chi mangia e più pretende
anche il povero malazzato fino all’osso è azzannato
e di spasmi esulcerato.
Sono un verme solitario la mia dieta è il vocabolario
dove non trovo le parole che fan rima con filantropia,
solo eristico è il mio pensiero.
Misoneista al cambiamento con il vitalicius son contento
riesco sempre a mangiare insinuandomi nell'epitelio,
senza mai un’indigestione.
Solipsismo incentrato sull'altrui sofferenza per accrescere
l’ingordigia e la propria necessità che deriva dalla fame atavica
di una casta arrogante.
©
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L'autore
moreno marzoli
Commenti (3)
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carla composto25 febbraio 2017
intensa bella e vera metafora che prta a sorridere ma ache a riflettere ben scritta ottimo contenuto il mio elogio sincero al poeta
Giacomo Scimonelli25 febbraio 2017
Casta arrogante che pensa solo a nutrirsi con ingordigia... verme solitario e Vermi anche loro che dovrebbero vergognarsi ...satira e realtà che ben esprimono il pensiero dell'autore... condivido nota e logicamente questi splendidi versi
Nadia Mazzocco4 marzo 2017
Il mio consenso incondizionato a questa poesia originale e penetrante, molto apprezzata per la bella metafora che denota una grande acutezza accompagnata da sottile ironia.



