Quarantotto universale

In questo quarantotto universale
il cuore mio ribelle e il suo messale
consacrano alla vita il sacrificio
segnato e consumato nella sera
col canto maledetto di chi spera
di castigare il mondo col cilicio.
In questa confusione il baccanale
si alza dal suo letto primordiale
legato al più tremendo maleficio
vergato e consegnato alla chimera
col tono di una candida preghiera
per tormentare il sangue e il veneficio.
In questa parapiglia proverbiale
è l’angelo ubbidiente a farsi male
distrutto dal suo sogno pontificio
lodato e condannato da quest’era
che grida col suo volto in calda cera
nel presentare il conto al dio fenicio.
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