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Sociale 26 febbraio 2017 · lettura 1 min · 1373 letture

ì No me llore Compadrito!

Franca Merighi 501 poesie pubblicate
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¡Pare ya de contar compadre! que me estoy sintiendo mal, yo se que usted es testigo y me dice la verdad. Cuando vivía por allá respetaban tu incolumidad, estábamos alimentados y no pasàbamos nesecidad! ¡Ay compay, pero que pesadilla! Lo que me cuenta es tremendo y es que yo no lo entiendo, porque no le meten una zancadilla a ese régimen ladrón que está matando a la gente que no tiene compasión ¡Y se cree inteligente! No me llore compadrito que esto se va a acabar no puede durar, mi negrito ¡Dios lo tiene que ayudar!
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In questa poesìa immagino due "compari" venezuelani, che si incontrano dopo tanto tempo lontano dal Venezuela, e uno di loro spiega all’altro quello che sta succedendo nella loro amata terra, del regime dittatoriale, la fame, la mancanza assoluta di sicurezza, e piangendo lo rassicura, dicendogli che quel incubo non può durare a lungo, che Dio lo aiuterà...

L'autore
Franca Merighi

Sono nata a Milano, per caso, perché i miei genitori e tutta la mia famiglia sono di Bondeno (Ferrara). Avevo solo 5 anni, quando emigrammo tutti in America, nel bellissimo e prospero Venezuela, che ora purtroppo non è nemmeno l’ombra di quel paese meraviglioso che ci ha accolto con amore, dove sono cresciuta, dove ho

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Commenti (1)

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Sara Acireale27 febbraio 2017

In Venezuela ho due fratelli con le rispettive famiglie e poi... tanti amici. Questo paese che era un paradiso (per il clima, per la cordialità della gente, per le bellezze naturali) sta diventando un inferno a causa di un cattivo governo. La Poetessa spiega tutto questo tra fantasia e, purtroppo, molta realtà. Chi può scappa dal Venezuela ma io conosco l'indole dei venezuelani: loro non possono stare lontano dalla loro amatissima terra. Sono come fiori che se trapiantati in un altro posto deperiscono e si ammalano di nostalgia, di saudade. Spero, con tutto il cuore che l'incubo finisca.