A mia madre (una porta sulla vita, oltre la vita)
Saverio Chiti
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Solo una soglia chiusa ci divide
oltre la morte vive affacciata a un balcone
mentre io qui seduto al buio, sono davanti a questa porta
aspettando con ansia l'occasione
per rivederti ancora e dare così alla mia vita
l'ultima svolta che gli compete.
Cara mamma tu eri il mare in cui mi perdevo
come un’estroversa goccia
che nell'amore di te riconosceva vita.
Da te ho potuto capire quanto incidesse il giusto cammino
nell’attesa speranza di un'esistenza che rispettasse l'altro
e si specchiasse nell'anima senza nessun timore.
Perciò bramo nel rivederti ancora
fosse pure per l'ultima volta...
Mi manca tanto il tuo dolce brontolare, così come il tuo sorriso
tu che eri il mio angelo nel materno focolare...
aspettami ti prego ancora una volta, non andare
lascia che ti saluti come giusto faccia un figlio che t'ha sempre amato,
come un uomo che da te ha capito il vero valore
dell'amore per una famiglia.
Aspettami, io sono qua dietro questa chiusa porta
che caparbia non vuole farmi entrare da te.
Aspettami ti prego mamma, aspettarmi ancora
anche se per un giorno o solo un ora
aspettami...
vorrei dirti solo ciao nel darti l'ultimo bacio.
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
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