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Introspezione 28 febbraio 2017 · lettura 2 min · 1563 letture

Labbra nella penombra

Franco Scarpa 230 poesie pubblicate
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Dunque gli Dei hanno avventato i dadi per giocare con la sorte dell'uomo... Nel poco tempo di tre tiri osano indifferenti sulla nostra vita. Dal primo lancio lunghe le stagioni deposte al silenzio, mentre assiduo il tempo s'ingurgitava il mio vivere. Così, di un prezioso fior mi rimane solo un indistinto ricordo, spento su un'intrepida raffica di vento che ora flirta sul mio volto... Per questo se pur fosse, a tutt'oggi, ho imparato di non fidarmi giammai del domani. Amore, l'inverno è quasi finito, lasciati altresì, lambire i capelli da questa scrosciante pioggia, che versa fino ai confini di accesi pensieri. Ciò che nascondi ricalca soltanto l'immagine di questi alberi spogli accennata da diafani rivoli; all'apparenza nuda e distaccata, ma si sa, che dentro ogni corteccia luccica eterna un'anima silvana. E gelido è quell’esitar di luce che posa nell'immensità dei boschi in un'aria di crepuscolar calma. Fra un inesprimibile castità che distacca ogni sguardo di passione, sento ancor l'alba della tua parvenza che leggiadra alita e mi fa sognare. A me l'appiglio, per roride vie di ritrovare quelle rosee labbra schiuse e gocciolanti nella penombra.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Franco Scarpa

Salve a tutti, sono nato a Venezia nel 1965. Nel mio percorso di studi ho conseguito il diploma di maturità professionale come tecnico delle industrie chimiche, un interesse che continua a gratificarmi sia nella vita che nel mio ambiente lavorativo. La letteratura è da sempre una mia grande passione, in particolare la

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Commenti (4)

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Ho letto e riletto questa bellissima introspezione che aggancia sentimento e riflessione. Profonda composizione, incisiva e allo stesso tempo delicata. Complimenti al poeta!

e
emiliapoesie391 marzo 2017

ho letto con piacere questi versi di riflessione e d'introspezione, molto ben scritta e approfondita ...la mia stima e complimenti...

M
Mariasilvia1 marzo 2017

Il tempo senza corpo né spazio... non torce l'immagine dentro di me... Non si dissolve nell'aer del crepuscolo quell'esile luce. Luccica eterna un'anima silvana che non precipita di schianto nel buio della memoria. Passa oltre per non svanire MAI! Che versi superlativi e, come foglie verdi sono gli ultimi versi. Musica bianca lenta e avvolgente Assai apprezzata! Complimenti meritati.

Giuseppe Vullo2 marzo 2017

L'immagine dei dadi mi richiama addirittura la disquisizione sulla fisica quantistica, dove Einstein sproloquiando con Niels Bohr, osserva che Dio gioca a dadi con l'universo e quindi con l'uomo? Ma che sia dio, la natura, il fato o il destino in effetti sembra che il nostro cammino sia frutto del caso o dei dadi tirati a casaccio! Riflessione monumentale!