"Magari più tardi"
Stefano Drakul Canepa
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Cucivo la fretta
prima di abbandonare
le ombre
sussurrate alla terra
Forse avrei pianto
(magari più tardi)
mentre la sera
avrebbe lasciato
Ogni cosa al dolore
delle foglie cadenti
scivolate
come per gioco
Sul calore dei nervi
(tesi)
stimati per difetto
lungo i bordi neri
Di una notte lucida.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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carla vercelli1 marzo 2017
Quante volte nella vita si dice, soprattutto a se stessi, "magari più tardi" e intanto la sera s'affaccia e quella "notte lucida" di raziocinio incombe folgorando le emozioni, i sentimenti, ciò che è più importante... Originale stesura dei versi nello stile affascinante, notturno, incisivo del poeta.

