Mi affido a te
Ho finto le tre
di un pomeriggio piovoso
ingannando persino il cielo...
Eppure scrivevo,
scrivevo come lo scroscio
del vento, nelle vesti
di un mondo assopito.
Erano le parole tue
a sbocciare su carta,
come di un istante non più io.
Ed il mio corpo immobile,
solo una penna fra le dita.
Lievi sussurri,
invece lacrime,
su questa mia pelle,
lacrime di sentimenti incompresi
mente che freme
ed il tuo guardarmi.
Affogo.
Non so nuotare
fra i sentieri dell'anima
sento solo uno strappo al petto
e moto di pensieri.
Fra l'ossigeno,
impercettibili particelle
che sol io vedo,
e mi dissolvo.
Scompaio.
©
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