Preghiera di un pescatore siciliano affinché venga placata la tempesta

I cavalieri del tempo cavalcarono la tempesta,
nella terra dei sogni e delle miserie,
Il vulcano eruttò lapilli verso il cielo,
in una voce d'amore e di dolore,
il mare increspato dalla furia del vento di Maestro
sconvolse l'arenile.
I portatori di sale dal volto ligneo,
guardarono verso il mare,
là dove Cola Pesce vive a sostenere
la colonna sulla quale regge la Sicilia,
sgomenti vedevano la burrasca gonfiarsi,
in vortici ascendenti aspirare l'acqua marina,
per riversarla in pioggia scrosciante e furore di vento
a sferzare le case e la terra.
Il pescatore in ginocchio cosi pregò:
"Signuri addinucchiuni io ti preu,
Tagghia la cura a la tempesta,
astuta lu tronu e lu lampu
un lassari finiri la me varca
a lu funnu di lu mari.
Signuri, aiuta me muggheri,
li me figghi e l'atri picciriddi,
a la me casa fammi turnari,
li riti di la tempesta un fari strazzari".
Cosi Pietro pregava,
una cantilena antica di dolore e sgomento!
"Tronu tronu, vattinni arrassu,
chista è la casa di Santu Gnazziu,
Santu Gnazziu e Santu Simuni,
chista è la casa di nostro Signuri".
Le donne della mia terra,
dagli occhi intensi d'ebano,
dalle labbra rosse e dal seno fiorente,
portarono brocche di terracotta,
per attingere l'acqua alla sorgente,
la tempesta era passata,
una brezza leggera spirava dal mare,
in una musica senza note e senza tempo.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Eolo
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
carla composto1 marzo 2017
forte e bella preghiera affinché le forze della natura si plachino... i pescatori possano riprendere il loro lavoro per il sostentamento della casa bello questo intercalare in dialetto il mio elogio sincero
Alberto De Matteis1 marzo 2017
Una bellissima ed accorata preghiera dei pescatori siciliani che vedono da un momento all'altro buttato al vento il lavoro faticoso di tanti giorni. Ma alla fine la tempesta si placa e torna il sereno. Bella e piaciuta poesia.


