Marzo
Maurizio Melandri
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Ti portò
quella canzone di marzo
lasciandoti sulla soglia
della mia anima
cruda come un temporale
irriverente come un arcobaleno
Mi offristi i tuoi frutti
acerbi ma senza spine
e un coacervo di emozioni
disseminate d'aculei
Li ho ancora conficcati
nel cuore
ed ogni volta
ad ogni mese di marzo
le ferite premono
si riaprono
il sangue raggrumato stinge
sulla mia camicia bianca
che indosso per buon auspicio
in onore della tua primavera.
©
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L'autore
Maurizio Melandri
Si può definire quello che si é usando parole più o meno appropriate, termini anagrafici e sociali che tratteggino il proprio inserimento in questa società od il malessere di viverci... Poi c'è un modo più sottile e veritiero di descrivere quello che si é ed è rappresentato dal proprio mondo interiore, dalla prop
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