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Natura 2 marzo 2017 · lettura 1 min · 789 letture

Marzo

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Ïèri era l’inverno, ‘ve io vidi e ghiaccio e neve. La nebbia prepotente copriva di ombre i miei occhi, e sepolcral silenzio mi si schiudeva. Lieve mi era il giorno, sì corto, debolmente. Rintocchi di funebri campane portava la bufera, nell’eco sua, tra i gemiti dei suoi più nivei fiocchi. Ma oggi, or che mi destai, ho scorto nuvole in schiera, che mi sembrano liete, delicate. E sottile mi è l’àër loro, nunzio che arriva Primavera. Così da marzo ammiro le prime erbe di aprile, sbocciar le margherite, con le quiete vïòle, e ravvivarsi subito le stalle, i buoi, e il fienile. Allor le speni cuciono con le leggere spole Sogni e sospiri nuovi. Vorrei un raggio di Sole.
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Sonetto in Terzine dantesche di cui ogni verso è un doppio settenario, quindi un alessandrino.

L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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Commenti (2)

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Hariseldom2 marzo 2017

leggo molta spazzatura nel web e poche poesie, pochi poeti e tanti scribacchini pieni di se. Premetto che sei molto classico, un genere diverso dal mio, ma di certo sei un poeta vero e scrivi davvero poesie.

carla vercelli2 marzo 2017

Una descrizione poetica del mese di Marzo, del suo essere incerto fra la neve e la primavera con l'inizio dello sbocciare di margherite e viole, ma anche, di pari passo, un'introspezione: dopo il gelo dell'inverno un'invocazione al sole e a nuove speranze. Superbo, precisissimo come sempre l'impianto stilistico dei versi, stavolta in terzine dantesche con doppi settenari. Complimenti!