Cadrò lontano
voglio cadere l'ontano,
perché mi sento usato e non voglio più credere di essere dentro il vuoto.
il viaggio mi porta lontano, il pensiero è l'inizio del mio viaggio,
ogni giorno mi accorgo che ho paura e che tutto sembra volermi fermare,
ma non posso farlo, ne per me, ne per lei, che da peso a i giorni miei.
vorrei scappare e correre lontano, ma sono un prigionire come tutti,
prigionieri di noi stessi.
di questo mondo che ora mai ci divora.
ogni giorno che passa mi sembra di cadere sempre più giù.
avolto da queste ombre così dense e spaventose.
non riesco a controllare niente di tutto ciò che mi circonda
cerco di svincolarmi il più che posso, ma come fare?
solo la mia ingenua forza e speranza mi trattiene.
la coscenza di avere dei doveri e obblighi, per ciò che è li con me.
credere che non posso lasciarmi svanire senza lasciare qualcosa di me
e dare qualcosa di me...
oggi è tutto così difficile, già dal primo mattino,
trovare le forze e le motivazioni spesso non bastano,
perché dobbiamo combattere con chi ci toglie tutto,
sopratutto la possinbilità di scegliere...
ma ancora oggi ho trovato e ho dovutro trovare la forza, almeno per le cose in cui credo e per le cose che amo e contano.
ancora oggi mi hanno duttato giù, ma ho saputo rialzarmi...
perché io cadrò lontano da qui..
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Commenti (1)
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Suozzo Francesca26 ottobre 2007
l'autore ci proietta in una dimensione cruda ma pur sempre vera della realta'circostante..gli stati d animo dell autore sembrano palpabili e sebbene malinconici esprimono la voglia e l energia di non lasciarsi sopraffare... ricorda non e' forte colui che non cade, ma chi cade ed ha la forza di rialzarsi..