Corpo di pelle
Patrizia Ensoli
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Sulle dita graffiate fino alle unghie
trionfa il cristallo fiorito delle mie sofferenze.
Lungo le vene del collo, nel giro di nuca.
Ero un mughetto di bosco
e tu mi hai spezzato [ fatalità ]
nel filamento sottile. Sopravvissuto.
.
Vado, senza rancore girandomi al sole
come una nuvola libera. Rigenerata.
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Commenti (4)
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Marinella Fois4 marzo 2017
essere soppravissuta è già tanto! hai la libertà... VIVILA! plauso poetessa!
Francesco Rossi4 marzo 2017
La vita riserva sempre sorprese, quando queste hanno la caratteristica della bruttura la libertà rimane importante via d'uscita per rigenerarsi a prescindere dal sesso.
Giovanni Ghione4 marzo 2017
Questa lirica solleva il problema delle sofferenze e dei soprusi che purtroppo con frequenza vengono inflitti sul corpo. I due versi finali sanciscono una legittima difesa verso la libertà. Una ribellione che propone una mai esaurita riflessione! Plauso!
Pagu6 marzo 2017
Un testo di grande spessore, poetico e sorprendente. La poetessa tocca le corde dell'anima e sentire i suoi versi dentro di noi è facile (e complesso) come respirare. Grandi emozioni. Complimenti.




