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Introspezione 4 marzo 2017 · lettura 1 min · 1393 letture

Labirinto di memorie

Nadia Mazzocco 354 poesie pubblicate
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Odio l'inverno e le sue mattine questa luce che riempie di cenere eterna tutto quello che ho amato Scendo dal letto pestando sabbie mobili Me destroza el alma vivere in questo mio rifugio di ricordi... vivir así es morir Odio questi lunghi anni da sola Odio Febbraio e questi inutili S. Valentino dal gusto amaro... odio le rose e i cuscini a forma di cuore i coriandoli e il Carnevale Il mio cuore vaga da solo la mia anima piange e annega in un labirinto di memorie mentre ascolto una canzone Guardo dentro di me la mappa segreta delle mie cicatrici sviscerando la dura realtà fino a scorticarmi pelle e anima per arrivare alle radici del dolore Così la penna intinge il rosso dalle vene e come una lama va giù in fondo...
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The Diary -Febbraio 2017 Per l'incipit di questo poema ho scelto le parole di Gabriel García Márquez. "La vita le si esauriva nel ricamo del sudario. Si sarebbe detto che ricamava durante il giorno per disfare il lavoro di notte, e non con la speranza di sconfiggere in quel modo la solitudine, ma tutto al contrario, per sostenerla."

L'autore
Nadia Mazzocco

La diffusione della poesia per me è importante ,anche se sono solo una piccola goccia in un mare di Poeti che contribuiscono a dare vitalità nuova alla Poesia.

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Commenti (5)

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Sara Acireale4 marzo 2017

Ha ben descritto la Poetessa un mondo desolato di solitudine e profonda tristezza.È proprio vero, quando si è tristi e soli è come se si fosse risucchiati da un abisso senza fine. È una poesia di profonda sensibilità introspettiva e, anche se molto triste, la trovo bella.

Umberto De Vita4 marzo 2017

Sconforto, tristezza e solitudine sono le caratteristiche di questa lirica. Ma a ben guardare, o meglio rileggere, si assorbe il senso di questa introspezione che è tutt'altro che banale. E' una bella lirica.

Francesco Rossi4 marzo 2017

In questa composizione noto grande forma e stile in una introspettiva forte dai toni duri tanto da annegare in un labirinto di memorie e stentare a trovare la via d'uscita. Poi, e non a caso la penna intinge il rosso dalle vene e la sofferenza esistenziale è proprio una lama che va giù a fondo.

moreno marzoli4 marzo 2017

Introspezione forte, esalta la solitudine e rafforza il dolore. Tutto il resto è fatuo superficiale i ricordi esaltano la sofferenza come un sudario da ricamare e renderlo più bello.

Giacomo Scimonelli5 marzo 2017

La mappa segreta delle proprie cicatrici... segni di sofferenze che hanno lasciato il segno... delusioni d'amore che fanno male ...nessun San Valentino da festeggiare... niente può consolare un cuore che ha sofferto... introspezione commovente e sentita