Non so
Non so più cosa voglio
se acqua da bere
o fango
che ristagna nel cammino
dove Dio ha lasciato le impronte.
Non so più cosa chiedere
al vento
che mi scaraventa come foglia
sul prato rinsecchito
dal mio tempo e dalla mia voglia.
Non so più come muovere
le braccia e la testa
e non conosco il passo di questo ballo
che come un tango
denuda la mia intimità.
Conosco però la strada
che mi porterà da te
e la imbocco come un cane
che fiuta il suo padrone
agito la lingua
e sento il tuo odore.
Aprimi le gambe
mentre sfido la corrente
tra l'acqua gelida e l'orgasmo
in apneica cecità
godo della pace
assenza gravitazionale
di questo nostro immenso
questa nostra nullità.
©
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