Attesa d'amore
Non ci credi
e mi vuoi sorprendere uguale
alle onde che lambiscono il porto
alle nuvole bianche
sul camposanto
dove i fiori appassiscono nel pianto.
Ma in cuor tuo lo sai
che non sono onda di mare calmo
non sono schiuma tra le pietre
ma tempesta, ululato e canto
sono anima persa nel guazzabuglio
e tu dispersa cerchi il filo logico
che mai sarà.
Stendi le tue labbra sulle mie ferite
sulle sconfitte di un lebbroso
non ci sono orme da seguire
e il sale negli occhi non brucia più.
Stendi il tuo corpo sul mio ventre
sentirai il suono del tamburo
onirico trambusto
di un uomo solo che cercava l'origine
di un amore unico
nella crocifissione della mia e tua realtà.
Ci incontreremo nel crepuscolo
dove il giorno avrà mille ore
e lì ti aspetterò
con il cuore sanguinante
e con il capo chino
sulla nostra vile pietà.
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Commenti (1)
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M
Mariasilvia15 marzo 2017
Particolare e molto sofferto questo incontro con la persona "assente".Un autunno che non ha colori in un canto dolente. Tu si, conosci la tempesta di un cuore che piange e lentamente si spegne con i suoi lenti rintocchi come una campana lontana. La sera avvolge e non abbandona chi ama... Versi molto suggestivi, assai toccanti. Il buio è tornato ma non per sempre. Molto sentita.