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Comicita' 7 marzo 2017 · lettura 1 min · 1604 letture

Fratellastri

A
Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Faceva volentieri tanti viaggi per incontrare i sudditi, quel Sire, guardando bene tutti, nei paraggi, coloro che l’amavan riverire. Un giorno vide assai ben noto volto, che proprio tanto al suo rassomigliava: ne rimase colpito, un po’ sconvolto (sospetto nella testa gli frullava) . Chiamò presso di sé quell’uomo e disse: "Suppongo che in passato la tua mamma a far servizi a Corte ben venisse; forse tra lei e il Re nacque una fiamma... " Però, senza esitar, l’uomo rispose: "Oh, no, Maestà, non è la verità: s’occupava mia madre d’altre cose; a Corte andava spesso il mio papà! "
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Mia rielaborazione poetica di una storiella presentata da Sigmund Freud in "Il motto di spirito e la sua relazione con l’inconscio" .

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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (3)

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Luciano Capaldo7 marzo 2017

Certo potrebbe sembrare un motto di spirito un po' datato, ma niente affatto, almeno per me che adoro Freud. In effetti ciò che un tempo era scandalo oggi può rappresentare comicità. Il testo quindi fa sorridere. In quanto alla struttura, credo che il maestro non abbia bisogno del mio giudizio. Sono sempre ammirato

Umberto De Vita7 marzo 2017

Un testo divertente, comico e molto originale. Il poeta si è sbizzarrito molto elegantemente. Plauso.

carla vercelli9 marzo 2017

Il motto di spirito rielaborato con elegantissima maestria dal poeta è citato da Freud nel secondo capitolo del suo libro, quando parla della tecnica dei motti. Lo fa rientrare nella "unificazione", quella che sta alla base delle cosidette risposte pronte... Il senso dell'intero libro di Freud è ricondurre gli esilaranti motti di spirito, della borghesia ebraica e della colta società di intellettuali e letterati mitteleuropei, all'espressione del linguaggio dell'inconscio e dei suoi desideri inconfessabili. L'inconscio si esprime in una pluralità di linguaggi: il sogno, il lapsus e l'atto mancato, il sintomo, il motto di spirito. Quest'ultimo è esso stesso un linguaggio e perciò il testo è quasi uno studio preliminare del linguaggio poetico