Uomo gigante

L'inverno è un uomo gigante,
scende dall'alto in un istante,
coccolone ed anche irritante,
l'espressione è più abbagliante.
Deciso e veloce,
è il suo passo bianco entusiasmato,
di morbido candore, copre il paesaggio d'illuminato,
viso con broncio e grandi stivali,
ai piedi smisurati,
impaurisce e non si accorge, se siamo giù e fiaccati;
cammina spazzando chi trova,
con i saluti rigidi,
spoglia alberi, in aria foglie ed anche i piccoli nidi;
è un nonno astuto,
il suo sigaro è sempre acceso
ed il suo respiro lento e profondo, al filo è appeso;
sulla comoda poltrona, davanti al camino riposa
e con un bicchiere di vino caldo,
l'anima è silenziosa;
i suoi abiti scuri,
son stropicciati e mai si scaldano,
il suo grande letto, è profumato di legno d'ebano;
la sua casetta,
è una baita che sorvola la montagna,
è volante, con gessetto bianco colora sulla lavagna;
disegnatore per eccellenza, riccioli di vento e neve,
pioggia e temporali,
quando è felice ha sorriso lieve;
il sole gli fa bene,
brilla il viso, il mondo è specchio,
stelle alpine e bucaneve, risaltano nel grigio secchio;
adora i bimbi,
quando giocano con le slitte colorate,
scende un pianto triste, ricorda le stagioni passate;
attende anche lui la primavera,
sognando di dormire,
presto arriverà ed il cuore, potrà finalmente gioire.
Il gigante ha un paio di acciacchi,
già comincia a contar le sue ore,
deve sistemare gli stivali e tacchi
e spera che l'avvenire sia migliore.
L'uomo dell'Inverno,
aspetta che spunti un fiorellino,
una dolce lacrima,
sarà per il cuore il suo ombrellino;
l'ha custodita nella sua mano e sulla collina la poserà,
il primo giorno di primavera,
quando il sole sorgerà.
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