Fanciullo mio di Aleppo
Antonio Fasulo
6 poesie pubblicate
+ Segui
Mi è scoppiata in petto una botta di tristezza,
assunta è stata in cielo la mia voglia di bellezza.
Le luci del Natale perdono forza e senso,
se ancora non riusciamo a trovar tra noi il consenso
di fermare quella odiata e puerile guerra,
che da tanto tempo ormai, affligge quella terra.
L’immagine sì cruda sui social pubblicata,
sparata nei miei occhi increduli e annebbiati.
Tu, figlio mio di Aleppo, sporco di sangue e polvere
bagnato dalle lacrime di tua madre triste e sola,
troverai mai la forza di amare questo mondo
pieno così di uomini che lo rendono ‘sì immondo?
Esseri freddi e sterili che dall'alto delle loro pompe
ti svegliano al mattino, lanciandoti addosso bombe.
Uomo, non senti quelle grida che da laggiù fan eco?
Sei troppo impantanato nel tuo smisurato ego.
Il male di questo tempo è non provar vergogna
di togliere ai fanciulli la speranza che ognuno sogna.
Ed è con voce roca che io qui ti prometto,
non ti dimenticherò, fanciullo mio di Aleppo.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Antonio Fasulo
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
