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Introspezione 11 marzo 2017 · lettura 2 min · 3769 letture

Solo... per capire e per reagire

Giacomo Scimonelli 518 poesie pubblicate
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Inutile urlare non serve. Nella mia mente impossibile entrare e nemmeno stupide rime riusciranno a consolar cuor che piange. Oggi non esistono strofe per accarezzarmi nemmeno i sogni possono aiutarmi non servono falsi sorrisi avvolti da frasi che non desidero sentire... ...solo... - voglio restare solo - piangere e capire ascoltarmi per reagire ma solo... chi si avvicina al mio cuor prima o poi conosce le lacrime e non voglio! Non voglio più questo. Strattonato dal buio dal rimorso stritolato arranco soffocando nel dubbio - cedere è la soluzione? - No! ma essere se stesso non serve. La sincerità un non senso sperare sarà la soluzione. ...ma non conosco la strada che mi porta alla speranza... quindi che fare!? ... Stanco e rassegnato mi fermo. Nauseato e incredulo nel silenzio l'anima avvolgo in attesa del destino sporco un foglio e mi convinco. Rispetto la vita ma oggi tremo... forse non serve il pianto -la sofferenza non si confessa - Il mio è semplice sfogo... lo spirito graffia ogni arteria il sangue pulsa e l'anima resta in attesa. Questa non sarà una poesia vera ma scrivere mi consola e pazienza se risulterà una cantilena. Io asciugo le lacrime con una semplice parola.
#Tristezza#Piangere#Solitudine#Destino#Speranza
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L'autore
Giacomo Scimonelli

Sono nato il 15 giugno 1971 a Saronno in provincia di Varese e dall’età di 13 anni vivo a Caltagirone in provincia di Catania. Sono educatore presso una comunità di minori da ventisei anni e amo il mio lavoro. Ho due figli che adoro. Amo la quiete ed il silenzio. Scrivere mi aiuta a sentirmi meglio quando la tristezz

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Commenti (17)

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carla composto11 marzo 2017

lo scrivere aiuta a non sertirsi soli ad entrare in cotatto con l'anima a sognare ad evadere... sperare una soluzione che riporti la speranza in se stessi ritrovare serenità e pace versi intensi belli una confessione che sgorga dal cuore bellissimi ed apprezzati elogio personale

Annamaria Barone11 marzo 2017

talmente vera che fa tremare i polsi, talmente dolorosa che scende una lacrima, talmente viva che sembra un urlo, imploso, ma così forte da far vibrare il cielo. Può essere bello il dolore, il pianto? A volte sì, quando diventa poesia

D
Dany Blasi11 marzo 2017

Questi versi crudi e amari sanno entrare con la grandiosa potenza del dolore nell'anima di chi legge... Un'onda di versi che trascina e avvolge nella sua spuma di risacca.

È vero che a volte non servono frasi per consolare e si desidera non ascoltarle... Soli, in alcuni momenti la miglior scelta è proprio di rimanere soli con se stessi, coi propri turbamenti... e aspettare che scatti la molla per reagire e tornare alla vita serena. Bellissima introspezione!

Melina Licata11 marzo 2017

Non sono mai stupide le rime se diventano sfogo, anche se non consolano l'anima che soffre... E' vero bisogna contare su se stessi per reagire, ascoltarsi e capire come tornare alla vita, ma il semplice fatto di riempire un foglio bianco è già un modo per esorcizzare il dolore... Versi tristi, carichi d' amarezza che toccano il lettore!

Umberto De Vita11 marzo 2017

Scrivere non è soltanto un passatempo, è anche uno sfogo, una sorta di scaricare l'anima e quant'altro. Nel contempo puo' divenire poesia come questa che ho appena letto.

Ela Gentile11 marzo 2017

Struggente quel che leggo, versi introspettivi che entrano anche nell'animo del lettore ed io comprendo, m'immedesimo e pesa il cuore anche per la sofferenza di un amico, proprio perché hai provato le stesse sensazioni, hai pianto le stesse lacrime e ti senti impotente. Non bastano le parole, possono essere solo una leggera carezza a mitigare le ferite che bruciano e la solitudine che incalza. La sincerità dell'autore e la sua spontaneità si rivelano ancora una volta in questo sfogo che, alla fine, son certa che porterà un po' di calma e di liberazione dal magma che pesa sull'anima. Sempre lieta di leggerti, caro autore, ma ancor più lieta poterti leggere gioioso e con voglia di vivere l'amore, l'amicizia e la vita, nel bene e nel male.

moreno marzoli11 marzo 2017

La sofferenza è sola tua e non la puoi condividere, ma scrivere "sporcare" un foglio serve a guardarci dentro, a scendere nella solitudine, lasciando cadere non le lacrime ma le parole inutili e i falsi sorrisi. Le lacrime si asciugano con la convinzione che la sofferenza ci darà la forza per il cambiamento e la rinascita.

Gianna Occhipinti11 marzo 2017

Momenti di sconforto vissuti all'ombra del rimorso e di quel vuoto che annebbia la mente … nell'intimo persi, a tu per tu con il pianto, si rischia di sprofondare nel non senso della solitudine. Una introspezione sincera quasi un diario segreto scritto con la penna del cuore in ogni verso, in ogni sillaba ...

Diana Blancato11 marzo 2017

Un dolore devastante che annienta e che offre spunti di riflessione, l'anima dell'autore è dolente e chi legge se ne rammarica, ma la poesia è ancora di salvezza, introspezione; scrivere significa fermare stati d'animo, attimi emozionali che vorremmo cancellare, il dolore fa parte della vita che è un cammino impervio, ma bisogna trovare la forza interiore di accettarlo, di reagire e continuare a vivere.

F
Franca Mugittu11 marzo 2017

Struggente dichiarazione, la vita riserva sorprese... ma si può si deve continuare a Sognare! Lo sfogo del cuore è poetico e nella poesia ci si rifugia. Grande elogio al poeta .

Anna Di Principe11 marzo 2017

Per uno stato d'animo lacerato scrivere è sicuramente meglio di ogni altra parola, che giunge per confortare. Di certo la sofferenza ha bisogno di una catarsi e purificazione dell'anima e il coraggio e la forza di cancellare pian piano il dolore è un atto personale ...intatti il bravo Poeta con la sua consueta schiettezza esprime che la solitudine aiuterà a curare e risolvere l'intima inquietudine . Il Nostro Giacomo ha l'abilità poetica di saper coinvolgere chi legge emozionandolo... la mia ammirazione per il contenuto intenso e dal profondo pathos e per un versificare incisivo e ispirato. Il mio encomio e stima per l''ottima pubblicazione!

Giovanni Ghione11 marzo 2017

Una sincera introspezione di uno stato d'animo che si affida alla scrittura e alla poesia per capire e per reagire alle difficoltà della vita. Un rifugio che l'Autore descrive con abilità in forma originale! Plauso!

Sara Acireale11 marzo 2017

Si scrive per amore, si scrive anche per dolore. Si scrive per scavare dentro la profondità dell'anima. Forse scrivere non attenua il dolore ma aiuta a sopportarlo e poi... mettere nero su bianco può servire a capire un po' di più se stessi. Mi piace l'ultima strofa. SI è vero Poeta, si possono asciugare le lacrime con una semplice parola.

Alberto De Matteis11 marzo 2017

Ammiro questo bravo e Valente Autore per la sincerita e la spontaneità con cui esterna le sue intime emozioni che riescono sempre a coinvolgere l'animo del lettore. Rispetto la vita ma oggi tremo... esclama l'Autore ed ha perfettamente ragione vivendo in un mondo dove ormai vanno perdendosi i veri valori della vita. Da ciò nasce l'inquietudine e un certo mal di vivere caratteristica peculiare del nostro tempo. Ed allora che fare se viene a mancate anche la speranza. Scrivere per dimenticare? No sicuramente ma scrivere per entrare in se stessi per trovare qualche soluzione adeguata alle proprie domande, ognuno e seconda del suo intimo sentire. Complimenti ed elogio per le tante vibranti emozioni.

Giuseppe Vullo12 marzo 2017

Il caro autore, vero poeta del profondo, ha tutta la mia stima ed ammirazione. I suoi versi sono strazianti, esprimono un grande dolore e forse qualche senso di colpa ed un male oscuro, anima ferita e graffiata dai mali della vita. Ti auguro di trovare un po' di quiete grande amico poeta!

Mina Cappussi12 marzo 2017

"Nel silenzio l'anima avvolgo in attesa del destino..." si chiude in se stesso il poeta, riavvolge l'anima e la difende dal mondo di superficie con il senso maniacale di una predestinazione che solo lui conosce, e teme.