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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Giorgia Spurio
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Natura 12 marzo 2017 · lettura 2 min · 2103 letture

E conto i tuoi passi, li attendo, piedi affusolati della Primavera

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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Come il sole dopo il grigio di un buio infinito, tra le gabbie di cemento, - ho sognato il tuo profumo -, ti ho atteso, come la bimba, in ansia alla porta della scuola, ti ho aspettato come figlia, come la luna che potesse illuminare le notti così insonni, così lunghe, così insopportabili, ti ho voluto, volevo stringerti come un neonato si manifesta dopo il dolore alla madre, tra le lacrime le mani bianche e arrossate, screpolate e ferite, finalmente potresti bussare alla porta del mio gelo, della mia sfortuna, del mio essere, un attimo, ti chiedo un istante dell’eterno, un secondo di luce di stella, una speranza dopo il mare nero e l’eclissi, dopo il letargo che non mi ha regalato nessun riposo, nessun sonno, dietro l’incubo, arrivi silenziosa tra i respiri delle piccole margherite, silenziosa tra gli spettri dei miei occhi. Infine il tuo sospiro, l’odore che le piume portano delle viole e delle rose, dei mandorli e delle rondini le ali, e l’abbraccio, e come neve tra le braccia –tue di polline- bianca infine sono scomparsa.
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Picture: Art of Beatriz Martin Vidal

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Giorgia Spurio
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