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Riflessioni 13 marzo 2017 · lettura 1 min · 668 letture

Lavoratori's karma

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Francesco Balzano 25 poesie pubblicate
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Solo, deluso e annoiato, chiudo gli occhi e ripenso al mio fato; in questo meriggio pacato, lavorare sarebbe un peccato... Ancorato alla mia scrivania, mi ritrovo, come per magia in silenzio, ascoltando il mio fiato, sulle sponde d'un lago dorato... E così mi rivedo bambino, tra le braccia di un fiero destino, a rincorrere sogni ambiziosi circondato da amici preziosi... E rivedo le grasse risate, germogliar dalle nostre bravate, e ripenso a quei giorni sereni di fantastici giochi ripieni... Poi, d'un tratto ritorno al presente, ridestandomi con la mente, spaventato, tremante e confuso, nel mio squallido ufficio rinchiuso... Dopo un'ora trascorsa a sognare, mi rimetto a lavorare. Una lacrima riga il mio viso, non c'è tempo per il paradiso...
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Francesco Balzano
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Commenti (1)

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Antonio Terracciano13 marzo 2017

La poesia, con piacevoli rime e formata prevalentemente da versi decasillabi, pone simpaticamente l'accento sulla tirannia del lavoro che, soprattutto quando esso non è molto gradito, tende a farci momentaneamente evadere con la mente, a ricondurci a un passato più piacevole, o a farci approdare, solo per pochi istanti, a qualche creazione, fatalmente interrotta dal noioso richiamo di quel lavoro. (Quante volte, a scuola, mentre i ragazzi facevano un compito in classe, mi mettevo a scrivere una poesia, inevitabilmente cancellata da una loro domanda o richiesta, che la soffocavano per sempre!)