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Satira 17 marzo 2017 · lettura 1 min · 1156 letture

Da Charleroi a Roma

Luciano Capaldo 401 poesie pubblicate
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Se solo ci ricordassimo l’odore di enfisema che fatalmente respiravano tant’italiani nelle miniere belghe, scavando anche a mille metri negli inferi d’una terra ostile... allora oggi vivendo in superficie dovremmo tirar tutti un sospiro di sollievo. Ma forse tu vivi al sud o peggio ancora a Roma, sempre centro del mondo è, dove da ogni buca spunta un disperso minatore o un amministratore intento a dissotterrare tesori, gruzzoli refurtive, mazzette o tangenti nel mentre che, tutta la gente, in curioso atto ma incessante, si appropinqua alla buca intorno e, attende che questa volta su risalga addirittura il sommo Dante!
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***Nel 1946, per via di un accordo bilaterale con il Belgio, in gruppi di 2000 a settimana, partivano i nostri Italiani per le miniere belghe. Scavavano ed in tanti morivano mentre ricostruivano l’Italia. Oggi, nel 2017, non importiamo mano d’opera ma il risultato, grazie alla politica ignava, è lo stesso…”buchi” DAPPERTUTTO e buche in superficie.***

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Luciano Capaldo
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Commenti (10)

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Donato Leo17 marzo 2017

Lirica ironica ma veritiera. Quel lavoro di minatore all'epoca era ambito per molti italiani. Infatti emigravano a migliaia. Sacrifici di una vita, molti sono rimasti sotterrati. Le buche di oggi, purtroppo sono tante e molte non si vedono, ma arriverà un giorno che tutto apparirà alla luce.

Anna Di Principe17 marzo 2017

Un testo poetico molto veritiero, che esprime un'Italia sempre in stato di sofferenza. Tra gli eventi del passato, che non possiamo dimenticare e il bravo Poeta lo analizza in modo dettagliato anche attraverso la nota, è quello dei tanti italiani che andarono a lavorare nelle miniere belghe tra disagi e malattie contratte durante il malsano lavoro. Anche oggi (la condizione del nostro Paese non è cambiata) il popolo italiano, infatti, si trova in uno stato di massimo degrado( anche sotterraneo) in molte città italiane, tra cui la nostra bella Roma, che sprofonda in un vortice di malaffare e strategia tangentizia. Molto apprezzato il contenuto del testo versificato con stile incisivo ed schietto... il mio encomio e stima.

carla composto17 marzo 2017

bravo il poeta che ci riporta alle origini del tema trattato un opera veritiera e sentita ...molto apprezzata anche la nota il mo sentito elogio al sempre valente autore

Pagu17 marzo 2017

Passa il tempo, ma non i problemi di un'Italia sempre alla deriva. Chissà quando arriverà il giorno in cui i politici corrotti non troveranno più un bottino da dividere. Ottimo testo. Complimenti al bravo poeta.

Giacomo Scimonelli17 marzo 2017

Una satira - verità che racconta la vergognosa esistenza del delinquente italiano dei giorni nostri... un bel paragone tra coloro che scendevano lungo le miniere per sfamare le famiglie e tutti i lestofanti di oggi che affossano le nostre città...buche e voragini possono solo servire per aumentare il conto in banca dei disonesti e lasciare le città nel degrado è prassi oramai comune... versi efficaci

Giuseppe Gallo17 marzo 2017

Molto efficace questa satira in versi che tocca il tema della corruzione. Testo ben esposto e contenuto facilmente condivisibile. Bel lavoro.

Domenico Nenna17 marzo 2017

Proprio ieri sulla mia bacheca scrivevo: Partiamo dal principio che la crisi non è mai colpa del lavoratore ...! il sudore dei nostri italiani che hanno lavorato nelle miniere anche trovando la morte, non ci abbandoni. Le due classi sociali in Italia tendono a sminuire chi lavora con poco e vive accontentandosi. Mentre loro ti preparano già la fossa nel domani. L'autore canta il sociale ed esprime risentimenti, magari vissuti o ricordi di una realtà lontana e così vicina in tutti i settori lavorativi. Grazie per la bellissima opera a denunciare ciò che siamo e tentiamo di essere. Molto gradita

Sara Acireale17 marzo 2017

Un mio zio ha lavorato nelle miniere in Belgio, il risultato è stato che è morto per tumore ai polmoni. Oggi non si scavano più buche ma... ci sono i buchi. Buchi dappertutto, falle che non possono essere riparate. Una satira interessante che fa riflettere...

Rosita Bottigliero18 marzo 2017

Una riflessione che lascia meditare e sentire il vento del tempo. Molto apprezzata

moreno marzoli19 marzo 2017

Chi scende nelle viscere della terra per raccogliere il "seme" e chi coglie i frutti in superfice, rimpiendo le buche di terra senza accertarsi se chi c'era è risalito. Satira eccellente.