E poi coniugazioni, attese, soglie
Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
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Criptismo ascetico, che procede per immagini “allora io ti vedo vetro e voliera e pianto nel seme della luce”. Giovanni Perri conosce l’arte di seduzione delle parole “tirati nel piccolo orologio a picco”, “parliamo e galleggiamo come se fosse cinema, disegno d'aria, lucina di poesia”, le sottolinea e ritrova significati “un polline svola e mi raccorda”, “labbra esatte, “coniugazioni attese”, la “raccolta di silenzi”, per chiudere il cerchio delle emozioni evocate dal “cucire mimetico giocattoli e paure”. Parola alla poesia, orsù!

