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Riflessioni 18 marzo 2017 · lettura 1 min · 551 letture

E poi coniugazioni, attese, soglie

Giovanni Perri 487 poesie pubblicate
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In questo mi somigli, mi sommergi. Quando hai voce d'acqua e dall'acqua escono figure: allora io ti vedo vetro e voliera e pianto nel seme della luce un gioco e l'allegria ci sposta: tirati nel piccolo orologio a picco, degli occhi: parliamo e galleggiamo come se fosse cinema, disegno d'aria, lucina di poesia. Un polline svola e mi raccorda, abile controluce, una grammatica di gesti sapienti: parole di ritorno, labbra esatte, modi: il tuo cucire mimetico giocattoli e paure nei miei enigmi lunari, gli odori del tè nella parola: sono dentro la tua raccolta di silenzi: alzaia che mi indovina al volo e poi coniugazioni, attese, soglie
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L'autore
Giovanni Perri

Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia

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Commenti (1)

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Mina Cappussi18 marzo 2017

Criptismo ascetico, che procede per immagini “allora io ti vedo vetro e voliera e pianto nel seme della luce”. Giovanni Perri conosce l’arte di seduzione delle parole “tirati nel piccolo orologio a picco”, “parliamo e galleggiamo come se fosse cinema, disegno d'aria, lucina di poesia”, le sottolinea e ritrova significati “un polline svola e mi raccorda”, “labbra esatte, “coniugazioni attese”, la “raccolta di silenzi”, per chiudere il cerchio delle emozioni evocate dal “cucire mimetico giocattoli e paure”. Parola alla poesia, orsù!