Nemmeno la primavera

Sono nato il 15 giugno 1971 a Saronno in provincia di Varese e dall’età di 13 anni vivo a Caltagirone in provincia di Catania. Sono educatore presso una comunità di minori da ventisei anni e amo il mio lavoro. Ho due figli che adoro. Amo la quiete ed il silenzio. Scrivere mi aiuta a sentirmi meglio quando la tristezz
Commenti (20)
L'animo contrito e disperato che la notte abbraccia in un tormento senza fine, nulla lo consola, nemmeno l'arrivo della primavera, con i suoi colori e profumi. Tutto rimane nella consapevolezza che le cose non potranno mai cambiare e il buio lo inghiotte inesorabilmente. Profondamente sentita...
Beh, se l'incipiente primavera non solletica l'istinto a sentirsi meglio del cupo inverno, allora bisogna prendere provvedimenti seri e farsene una ragione. Comunque come sempre tutto passa. Ottimo testo.
A volte, le notti più cupe sono proprio quelle tra l'inverno e la primavera. Si devono fare i conti con le cose che non ci piacciono... ma poi pian piano la mente elabora un sistema di autodifesa e si ritorna a vivere la primavera. Bellissima introspezione!
le difficoltà della vita riescono a far scolorire anche la bellezza di un giorno di primavera a volte tanta magnificenza aggrava il disagio e ci si sente impotenti al dolore... ben stilata, il mio elogio...
La primavera è una nota stonata non serve a risollevare con i suoi profumi e colori, stati d'animo intrisi di dolore e tristezza e fuga dalla luce. La pioggia rida speranza per ritrovare quella forza e rabbia nel combattere le avversità.
Quando l'anima soffre ogni cosa circostante viene recepita in modo riluttante, anzi tutto diventa cupo pur sapendo che la vita è qualcosa di meraviglioso da non ricusare... cosi che anche la bella primavera con i suoi profumi e colori non può lenire l'intimo tormento. E' una lirica amara dal forte contenuto, che viene espresso con intensità emotiva... un confronto con il dolore quasi insuperabile, ma sicuramente nel futuro si aprirà "un varco '' per rinascere e vivere l'esistenza in una nuova dimensione. Versi affascinanti e vibranti, che ricordano quanto pesante sia il fardello esistenziale... la mia ammirazione e stima per il valente Poeta!
le difficoltà i momenti bui ci annientano nemmeno l'arrivo della primavera i suoi profumi il suo tepore riescono a risollevare un animo contrito e triste ...allora si abbassa il capo nella speranza che una pioggia amica riesca a regalare speranza... bellissimi versi che toccano il cuore elogio sincero e stima al poeta
Nella stagione della rinascita le sofferenze si fanno più acute come la pregevole lirica testimonia. Un susseguirsi di di sentimenti ed emozioni che attendono una salvifica pioggia. Complimenti!
Quando la natura intorno rende tutto perfetto e luminoso, rinchiusi nel proprio dolore ci si sempre più inadeguati e si aspetta un evento, qualcosa di diverso da poter affrontare per non soccombere, per sentirsi vivi... E si, dal dolore non si fugge, ma lo si può affrontare solo non smettendo di lottare. Bel testo incisivo ed elegante. Complimenti
Non esistono parole che siano tanto efficaci nel consolare l'intensità di un dolore che corrode l'anima... Tutto appare triste e cupo come la notte fonda e silenziosa che pur in primavera non riesce a lenirsi e a trovar pace... Intensa e bellissima questa lirica, complimenti all'autore per la preziosità dei versi e per lo stile unico e raffinato.
È buia la notte, il tormento è nell'anima, non si vede nemmeno uno spiraglio di luce. Anche l'ultimo sogno sparisce nel nulla lasciando il cuore disilluso e amareggiato. Nemmeno la primavera riesce a dare una speranza, tutte le illusioni sono perdute. Bisogna, comunque, fare qualcosa per riprendere in mano la speranza e volare verso il futuro.
Ci sono momenti di stanchezza e di disperazione... ci sono momenti di buio che sembrano ovatta che annulla anche i respiri... si vorrebbe chiudere con il mondo... avvolgersi di buio... ma in quel buio non potremmo vedere i colori ... e si aspetta quella pioggia che faccia risvegliare le emozioni dei pensieri... a volte ci si sente in gabbia, una gabbia che ci costruiamo da soli... coi nostri dubbi le paure... e si vorrebbe volare via, quando invece si rimane in attesa... di qualcosa che spazzi via paure e incertezze... Molto apprezzata...
Poesia particolarmente toccante, esprime una profonda sofferenza e uno stato di solitudine esistenziale che nemmeno la bellezza primaverile riesce ad attenuare.
Tristezza e noia, mi verrebbe di dire, a corollario d'una poesia piena di quel mal di vivere, caratteristica esistenziale di oggi. La vita, pur essendo bella, non dà alcuna certezza ed alcuna speranza, e nemmeno la primavera può sorreggere. Ed allora si aspetta la pioggia per poter galleggiare e lottare per non affogare. Solo lottando si può avere la speranza di riuscire a realizzare i propri sogni.
Purtoppo si attraversano momenti difficili, bisogna lottare per non affogare, ma mai perdere la speranza. Una struggente poesia sul dolore e l'esistenza. Il mio elogio al sempre bravo poeta
I tuoi versi sono cosi strazianti, che sollevano in me una profonda risonanza emotiva, che provoca anche un po' di paura questo dolore infinito, universale che neanche la primavera riesce minimamente a sollevare. Spero che sia solo un espediente letterario, ma temo di no. Aspettare la pioggia per uscire dal dolore e dal torpore e dalla notte buia piena di mostri.
Quanta negatività in questa lirica, parole profonde che sgomentano, neppure la primavera riuscirà a confortare l'anima prima che affoghi?
Malinconica primavera che di notte non porta sonno per mal d'amore, la solitudine per amica, bagnata da pioggia di lacrime. Tutte le speranze svaniscono col nero della notte e come fantasma anche l'ultimo sogno è svanito. Versi in cui si avverte il battito che dona un'emozione. Molto introspettiva, sentita e ben descritta questa stagione che per altri è la stagione dell'amore.
Uno sfogo profondo e malinconico carico di pathos e sentimento, quello troppo spesso negato, che rattrista e rende infelici, ma non cuore c'è sempre speranza!
Un'introspezione molto intensa, triste e sincera che sgorga dall'animo affranto e deluso. Niente sembra consolare il cuore che piange, nemmeno la primavera, gli occhi non vedono, l'anima ha chiuso le finestre e resta al buio. Il tempo, solo lui, a volte, sa essere galantuomo e restituire qualcosa di quello che ha tolto o almeno stendere un velo e mostrare nuovi colori agli occhi bagnati di lacrime. Piaciuta come sempre questa bella e coinvolgente lirica, molto apprezzata.

















