L'ultimo desiderio di una donna malata
“Signora – mi rispose il professore –
purtroppo, devo dirle ch’è un tumore!
Non posso sottoporla ad intervento
perché non garantisco il risultato.
In questi casi, c’è una sola cura,
la chemioterapia monitorata”.
Un buio tetro mi sommerse il cuore!
“Ancora pochi mesi della vita
e, quindi, la crudele dipartita
per essere in eterno seppellita!
Un male inesorabile! Crudele!
Mi lascia dentro all’animo un gran fiele,
perché, avrei da fare troppe cose
e il tempo non aiuta i desideri,
piuttosto ne moltiplica i pensieri!
Domani dovrò subito iniziare
a programmare e, quindi, sistemare
i mille vuoti che dovrò lasciare,
così potrò morire in santa pace.
Dovrò disdire i titoli bancari,
donarli in parti uguali alle tre figlie
e fare testamento per la casa,
la villa di campagna ed i terreni,
in pratica lasciare tutti i beni!
In quest’istante, intorno a me c’è il vuoto,
non provo più interesse per la vita,
mi sembra di volare nell’ignoto,
nel cuore si sta aprendo una ferita!
Per me, purtroppo, l’ora del destino
è quasi giunta, ma non ho rimpianti,
avendo dato amore a tutti quanti!
Il giorno della morte, dalla vita
vorrei due cose: ... un ultimo sorriso
e l’anima che andasse in paradiso! ”.
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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