Se la Poesia avesse un corpo

"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°
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Le prime due strofe esprimono una fantasia/riflessione sul desiderio di guardare il mondo, camminare in esso con il corpo ipotetico della poesia che è l'eco dell'anima; la terza strofa si focalizza invece sul fatto che la poesia non è per tutti, è di nicchia, è per chi ha cuore speme fede; l'ultima strofa pone l'accento infine sul momento della fruizione poetica: la poesia che non è più propria, ma diventa di chi passa per caso ed ascolta un verso prima dell'oblio. Nella chiusa, come in tutta la poesia, le parole e le metafore sono scelte con cura per evocare suggestioni così particolari e significative da rendere i versi una delle più belle "metapoesie" che abbia mai letto, deliziosamente intima, ma anche proprio "corposa", profonda.
Se la Poesia avesse un corpo avrebbe il viso di Rosetta... Avrebbe i suoi occhi che sanno vedere più profondamente di altri... Avrebbe la sua bocca dalla quale econo parole d' Amore... Avrebbe le sue mani con le quali scrive versi emozionanti... Avrebbe le sue gambe con le quali danzerebbe inducendo in tentazione come Salomè...Noi saremmo lì aspettando un trillo in un'ora tiepida della sera... prima dell'oblio.

