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Impressioni 23 marzo 2017 · lettura 2 min · 861 letture

Se la Poesia avesse un corpo

Rosetta Sacchi 1894 poesie pubblicate
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Se la Poesia avesse un corpo un viso gli occhi e quella bocca che m’appare sempre stupefatta quando m’ascolta -sola - nelle notti silenziose da Lei prenderei a prestito ogni cosa Andrei muta con un sorriso vago come un pastore lungo la vallata o una stella nel buio o un bambino dietro a un aquilone Se la Poesia avesse due gambe agili su quei piccoli piedi che mi figuro nelle sue orme nasconderei le mie - così poco importanti- e porterei lontano un sorriso ad accendere le lacrime e quel fremito che sveglia l’anima in un grido che si rinnova e torna ad eco e mai si spegne... Ma il mio viso lo terrei lontano dalla folla e le mani umide appese lungo i fianchi... e gli occhi smarriti e felici li svelerei soltanto a chi ha sempre avuto fede amore speme cuore nelle attese Questo mio corpo... potessi separarmene lo lascerei nel pigolìo sommesso all’ombra d’una quercia a riposare Io - invisibile - a godermi un verso mio ora libero tra mare e cielo - e non più mio - ma di qualcuno che capita lì per caso e lo ascolta come fosse un trillo inaspettato in un’ora tiepida della sera ... prima dell’oblìo
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L'autore
Rosetta Sacchi

"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°

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Commenti (2)

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carla vercelli25 marzo 2017

Le prime due strofe esprimono una fantasia/riflessione sul desiderio di guardare il mondo, camminare in esso con il corpo ipotetico della poesia che è l'eco dell'anima; la terza strofa si focalizza invece sul fatto che la poesia non è per tutti, è di nicchia, è per chi ha cuore speme fede; l'ultima strofa pone l'accento infine sul momento della fruizione poetica: la poesia che non è più propria, ma diventa di chi passa per caso ed ascolta un verso prima dell'oblio. Nella chiusa, come in tutta la poesia, le parole e le metafore sono scelte con cura per evocare suggestioni così particolari e significative da rendere i versi una delle più belle "metapoesie" che abbia mai letto, deliziosamente intima, ma anche proprio "corposa", profonda.

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romeo cantoni27 marzo 2017

Se la Poesia avesse un corpo avrebbe il viso di Rosetta... Avrebbe i suoi occhi che sanno vedere più profondamente di altri... Avrebbe la sua bocca dalla quale econo parole d' Amore... Avrebbe le sue mani con le quali scrive versi emozionanti... Avrebbe le sue gambe con le quali danzerebbe inducendo in tentazione come Salomè...Noi saremmo lì aspettando un trillo in un'ora tiepida della sera... prima dell'oblio.