La Rosa
Giuseppe Buro
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Divenne poesia quel suo perdersi
nei sogni e camminava senza guardare,
fissava le stelle e coi pensieri
si impigliava nei rami.
Poetai per lei, la notte declamavo amore
trovavo nei sogni l’ispirazione e lei volava
dandomi il cuore, nell'ascolto del vento
era un perdersi tra le onde.
Tra tante cose accolsi la sua rosa, aveva
un profumo celestiale, nel cuore
un giardino sempre fiorito e l’aroma
del suo sapere, del suo essere fiore era amore.
Divenni giardiniere e la curai come bocciolo
lunghi anni trascorsero in un baleno,
poi la potai, ne uscì latte e miele, dolcezza senza pari,
all'ombra la adagiai, era il mio fiore.
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L'autore
Giuseppe Buro
Commenti (1)
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M
Mariasilvia25 marzo 2017
Un mondo profumato questo amore coltivato con cura. Il giardiniere del cuore, si ferma, non passa oltre, vede sbocciare i suoi petali di rosa, le foglie verdi che non deludono. La potai e ne uscì latte e miele di dolcezza infinita," all'ombra l'adagiai, era il mio fiore"!. Versi che si perdono tra onde, fili spumeggianti d'amore. Molto apprezzato stile e ancor più il contenuto. Complimenti!!!
