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Morte 28 marzo 2017 · lettura 1 min · 1725 letture

Requiem musca

Mina Cappussi 89 poesie pubblicate
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Giaci riversa gli occhi immensi spenti di colore, peloso il capo leggere l’ali irriverente, fastidiosa, incredibile mosca. Volavi instancabile rumorosa creatura, osservavi il giorno nascere e perire dall’alto di un armadio, da una finestra aperta. Ora te ne stai immobile, bitorzoluto groviglio di zampe, sdraiata sul dorso s’un foglio di carta che ti fu pietra tombale. Mi chiedo il senso del tuo viver profano inviso mostro scacciato e sgradito, nel tuo inutile volo quotidiano. Te ne stavi sul gradino inerme involucro della tua vita. Ti ho portato a casa non so perché. Incontro la tua immagine sull’orlo di cielo che cela la mia.
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A volte basta un cambiamento impercettibile della nostra routine per aprire sguardi su mondi altri. E' il caso di una mosca morta, trovata in cima alle scale e raccolta senza un motivo apparente. La riflessione sulla brevità di una vita insulsa, fastidiosa, anche repellente, ci porta ad approfondire la tematica, ad andare oltre, a rompere la rassicurante filosofia della quotidianeità, per scoprire che dietro "il mostro" ci sono esistenze che spesso non cogliamo nella loro verità di fondo

L'autore
Mina Cappussi
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Commenti (3)

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Luciano Capaldo28 marzo 2017

In un sistema complesso come quello della vita la catena umana e non è osmoticamente collegata. Solo per indicare che la mosca tanto fastidiosa per noi in un quadro più vasto assume la sua importanza malgrado la sua forma e la sua petulante presenza. Mi piace l'estemporaneità di questa bella poesia perché, come detto bene nella nota, aplifica un concetto filosofico a 360°. Mi piace ancor più perché è importante staccarsi dal solito per capire altro e definirlo nel nostro modo più o meno sapiente. Molto apprezzata.

Giacomo Scimonelli28 marzo 2017

Non è la prima Poesia che la sensibile Autrice dedica ad un insetto... a quei piccoli esseri che sembrano inutili nella vita ma che invece la rendono completa facendone parte a pieno titolo... dietro questi piccoli esseri c'è una storia di vita anche per loro... piccoli "mostri" che infastidiscono il nostro vivere ma che per loro è la ragione di vita... volano instancabilmente dalla mattina alla sera per sopravvivere e quindi non hanno colpa se la natura ha deciso così... la sensibilità dell'autrice anche in questo caso riesce a immedesimarsi nel dolore che possono provare queste creaturine quando improvvisamente vengono annientate... annientate dal vero mostro a mio avviso... l'uomo. Uomo che uccide sempre e comunque... con cattiveria e senza

s
santo aiello28 marzo 2017

Un piccolo capolavoro, una metafora della stessa vita. L'inutile racchiuso in quel grumo di zampette. Quante cose si potrebbero dire e quante non si dicono per paura di sapere. Trovo sia geniale. Complimentissimi!!