Soffio d'interazioni
A chi come noi
ritorni di fonemi al chiuso
e primule, alstromelie e Giulietta, la gatta
appena fuori
che nome dare se non indefinibili,
sinossi inconclusa da sillabe cicala
- se orme, d'aria in codice d'ombra
insaturo ticchettìo di segni. O amore, se vuoi.
Mi piacerebbero i Dianthus su aliti d'oracolo
- e Giulietta con la bava, sul tetto - ed eliotropio, vaniglia a mariposa.
Non odo idiomi farsi voce
- un parlottìo solo di lepisme dentro tomi - e allora:
è soffio d'interazioni, dico, tenero che ci coglie
se devo dare un nome a chi come noi...
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Commenti (2)
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carla vercelli29 marzo 2017
Spesso le poesie di Lia sono metalinguistiche, in altri termini si occupano delle funzioni del linguaggio. In questa per esempio si chiede se veramente assegniamo un significato a quello che scriviamo, compreso quello che scrive lei stessa, o il nostro è un semplice soffio tenero di interazioni, paragonabile alle fusa della gatta Giulietta, e quindi assimilabile ad una pura e semplice comunicazione non verbale? Chi lo sa?! Molto piaciuta ed apprezzata!
a
andrea ristori30 marzo 2017
E' una poesia che serra la mente di chi legge verso un mondo di fantastiche visioni, un endiadi prismatica di esplosioni di profumi, colori e forme di primavere aliene.
