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Introspezione 31 marzo 2017 · lettura 1 min · 1339 letture

El invernadero de la orquídea

Nadia Mazzocco 354 poesie pubblicate
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"Sapevo la mia solitudine; ma ora soltanto ne sentivo veramente l'orrore." Ho la pessima abitudine di scrivere intingendo la penna in una ferita sanguinante Mi sento come un'orchidea rinchiusa in una serra di quei silenziosi giardini invernali E ho la malinconia di chi non è amata Una fredda vetrata mi vieta il bacio del mio unico sole Schiacciata da una stanchezza profonda alle radici ...esausta e disgustata dalla falsa storia di me stessa per le cose che non posso cambiare Stanca di salite disperate e discese crudeli con quel qualcosa dentro di irrimediabilmente finito quando il cuore non ha posto dove stare
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Poema escrito con la sangre de mi corazón... "Ci sono storie che quando le racconti si consumano. Altre storie invece, consumano te." Chuck Palahniuk

L'autore
Nadia Mazzocco

La diffusione della poesia per me è importante ,anche se sono solo una piccola goccia in un mare di Poeti che contribuiscono a dare vitalità nuova alla Poesia.

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Commenti (5)

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Quanto sono profondi i versi di questa poesia... ti entrano proprio nel cuore... Si assorbe tutta la malinconia che trasmette l'immagine dell'orchidea con la sua grande solitudine e che nemmeno il sole riesce a scaldarla abbastanza, perché è ostacolato dalla vetrata. Bellissima poesia!

Giacomo Scimonelli31 marzo 2017

Quando il cuore non ha posto dove stare si soffre e ci si spegne lentamente... l'anima strozza un urlo che dalla gola non può e non deve uscire... esausti e disgustati da una storia che non si può cambiare ci sentiamo come un'orchestra rinchiusa in una serra .e resta quella triste malinconia di chi non si sente amato ...malinconia che avvolge lo spirito e il corpo con il cuore che può solo mantenere in vita un'anima che piange... introspezione sentita in cui molti si possono rivedere... efficace e coinvolgente... Sicuramente questi momenti prima o poi saranno solo tristi ricordi... la speranza deve essere cercata e lei sicuramente riuscirà ad aprire le porte della sofferenza contribuendo alla serenità...

Enrico Baiocchi31 marzo 2017

Un inverno senza fine sembra essere quello che attraversa un cuore senza amore, dove il vento sferza i muscoli ed il ghiaccio congela il sangue, dove la speranza sembra sbattere in quel muro impenetrabile dal calore, ma ciò che mi colpisce maggiormente in questa lirica è quel "disgustata dalla falsa storia di me stessa" una storia che risulta sconosciuta, voluta e creata da un essere insensibile e crudele, ma forse la ragione di questo cammino irto e scivoloso è proprio nel voler continuare ad intingere la penna nelle proprie cicatrici, anziché aprire quella porta e lasciarsi trasportare dal cuore, lui sa dove andare. Frasi che malinconicamente penetrano nel sentire e rendono partecipi.

Sara Acireale4 aprile 2017

Quando si rimane senza amore sul cuore scende gelo e neve. Non importa se è il mese di luglio, per un cuore rimasto solo è inverno, senza luce e nemmeno speranza. La nebbia avvolge ogni cosa e non si vede nessun spiraglio. Poesia introspettiva molto profonda... Penso che certi momenti di triste solitudine li attraversiamo tutti ma quando finirà il tunnel si potrà incominciare a vedere una debole luce che illuminerà il cammino.

Antonio Biancolillo12 maggio 2017

Momenti di sconforto attraversano l'anima dei versi come le nubi il sole disilludendo ogni certezza, sentendosi dentro una corazza costruita per difesa... ma... che sta stretta... non consente di volare liberi ritrovandosi prigionieri di se stessi, aspettando che il vento del nord possa portare qualcosa di nuovo... Sentirsi una bestia ferita nel vuoto di momenti che mai più torneranno... un dolore che avvolge cuore e mente... una tristezza ben descritta... e in questi momenti... quanti momenti... si respirano quando il cuore non sa dove stare... Molto apprezzata...