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Natura 1 aprile 2017 · lettura 1 min · 1265 letture

Nell’infinito dei miei passi

Umberto De Vita 311 poesie pubblicate
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Nell’infinito dei miei passi m’addentro nella notte oscura ove un’onda di mistero m’incrocia ora che la gioia s’è disciolta contro un muro di nebbia. L’armonia, prima che l’accoramento mi prendesse, m’induce per una volta ad accogliere un’ombra per amica. Altro tempo mi fugge in quest’ora di memorie sfuocate: forse vissi ore infauste negli antichi suoni di primavere spente: assorbito per intero nel domani che m’era confuso dai graffiti d’una stinta parete e dal logorio del soffio vitale. La mia vita si ricompone nella tela del ragno; forse più tardi lancerò sassi ad un mucchio di stelle riflesse su un placido stagno.
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L'autore
Umberto De Vita

Sono nato a Messina ma vivo a Firenze da una vita, tanto che non so più se devo considerarmi siciliano o toscano. Ho scritto la mia prima poesia all’età di 17 anni e non ho più smesso. Sono stato premiato e/o segnalato in alcuni concorsi nazionali. Mie poesie sono state incluse in alcune antologie. Nel 2012 è stata ins

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Commenti (13)

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Anna Di Principe1 aprile 2017

Le difficoltà della vita si affacciano man mano che si percorre il viaggio terreno... si entra sempre di più in coni d'ombre dopo che l'armonia si è disciolta. Nella bella e suggestiva chiusa si apre un varco di speranza per un domani di luce. La mia ammirazione alla lirica verseggiata con molta eleganza ed intensità...un elogio al bravo Poeta!

carla vercelli1 aprile 2017

Domande che interrogano il passato tra "i graffiti di una stinta parete e il logorio del soffio vitale..." passaggio eccezionale, tra gli altri... La chiusa, poi, è incredibilmente bella: lanciare sassi a quelle stelle impassibili che stanno però riflesse su un placido stagno. Il finale ribadisce quella confusione tra sogno e realtà, che può caratterizzare una vita, enunciata sapientemente nei versi precedenti. Splendidi e accorati versi!

Eolo1 aprile 2017

Testo di ricordo e memoria, intriso di un velo di rimpianto. Acquarelli in chiaroscuro di un tempo sospeso narrato con mirabile poesia. Il mio elogio

A

Momenti di sconforto in un difficile cammino, quello della vita, analizzati e descritti con spontanea semplicità. Ma nel groviglio dell'essere, di fronte all'immobile universo, si intravede sempre una speranza. Versi molto incisivi e piacevoli. Complimenti all'autore.

Ela Gentile1 aprile 2017

La mente del poeta ripercorre passi di altro tempo, in memorie sfocate di primavere ormai spente. E' un viaggio a ritroso che richiama vaghi ricordi e il poeta riversa in splendidi versi le sue impressioni. Chiusa che mi è familiare per quel lanciare sassi al cielo o alle stelle. Ottima poesia molto piaciuta e apprezzata. Complimenti!...

Sara Acireale1 aprile 2017

Il poeta si ritrova, durante il cammino della vita, in una notte oscura perché la gioia è svanita dentro un muro di nebbia. Capita a tutti di avere momenti di sconforto, di sentirsi smarriti e soli e di rimembrare episodi del passato. Comunque, c'è un goccia di speranza nella chiusa. Particolarmente apprezzata

Giuseppe Gallo2 aprile 2017

Bellissima descrizione, con versi che fanno presa sul lettore, di un momento di sconforto che induce a confrontarsi col passato, dove altri momenti difficili sono stati cancellati dagli eventi vissuti successivamente. Bella anche la chiusa, con l’immagine di un ottimismo verso il ritorno alla normalità, in cui però gli sforzi non possono cambiare il destino. Poetica di spessore.

Giacomo Scimonelli4 aprile 2017

La gioia che si è disciolta contro un muro di nebbia... metafore e sensazioni che coinvolgono il lettore conducendolo nel mondo dell'Autore che riesce con stile armonioso e molto efficace ad esprimere le proprie inquietudini, le proprie speranze ed emozioni... una malinconia avvolta dai tanti "forse" della vita che solo anime sensibili riescono ad affrontare... profonda e sentita Poesia...

Addentrarsi nella notte oscura dove anche la gioia si è smarrita... ma poi ritrovare il proprio cammino. VERSI BELLISSIMI!!!

Angela Schembri4 aprile 2017

Si percepisce tanta solitudine in questa meravigliosa lirica scritta ascoltando la parte più profonda dell'anima. Infiniti passi della vita percorsi nella nebbia, fra vicissitudini e primavere non fiorite inducono a fermarsi per un attimo ed ascoltare, ascoltarsi, è una voglia di ricerca della felicità perduta, è uno smuiovere le acque stagnanti per far riaffiorare e risalire in cielo le ivi riflesse stelle. Molto bella, un quadro di sensazioni che dona emozione.

Rosanna Peruzzi4 aprile 2017

La mente si sofferma tra quei passi dietro l'ombra che ci insegue e quei passi che dobbiamo ancora fare per respirare la vita che ci offre gioie e dolori. Un testo denso e profondo dove si respirano molte emozioni... quel senso di vuoto interiore e quel desiderio di colpire quelle stelle riflesse nello specchio d'acqua... perché sono luci che ingannano lo sguardo, barlumi di speranza che in questo momento servono solo a confondere ancora di più un'anima che ha bisogno di trovare un senso al proprio esistere e cercare di convivere con il proprio lato oscuro ripercorrendo mille passi calcati. Bellissima poesia.

carla composto5 aprile 2017

un momento particolare della vita una descrizione superba di uno stato d'animo triste malinconico, versi elegantemente stilati il tutto in una belissimaa chiusa il mio sincero elogio al valente poeta

Antonella Garzonio6 aprile 2017

Malinconia che accompagna momenti di smarrimento. L'incertezza del domani, le ombre del passato smorzano ogni gioia, ci si ritrova confusi cercando un senso. Splendida, di grande contenuto.