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Introspezione 2 aprile 2017 · lettura 2 min · 1366 letture

Le maschere

Antonio Guarracino 325 poesie pubblicate
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Sulla scena della vita quante maschere ho portato, quanti ruoli ho interpretato, nella mia commedia umana nel copione designata. Ho iniziato in un vagito, posto al centro della scena e pian piano son cresciuto dentro un nido, poi alla scuola dove ho fatto lo scolaro, con il ruolo di studente tra successi e avversità fino all’università. Poi nel ruolo che sta a cuore con impegno in società acquistando dignità, quello del lavoratore. Però è stato, il più importante, che ha segnato la mia vita, che m’ha dato più da fare, per me, il ruolo familiare. Anche io ho fatto “Romeo” ed ho amato la “Giulietta” e poi ancor il ruol di sposo di marito e quello ambito di buon padre fortunato. Sulla scena della vita ho pianto, riso, ed ho gridato, ho sofferto, ho faticato, e però anche gioito. Ora sono un pensionato, la commedia ancora dura, dal vagito ad un lamento per gli acciacchi e la vecchiaia. Io però sono contento, il mio mondo è stato vario sempre pieno di interessi ora aspetto solamente che su me cali il sipario!
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Le "Maschere" vanno intese non nel senso di mostrarsi ciò che non si è, ma nella serie di comportamenti che ognuno di noi necessariamente deve avere per svolgere i ruoli che la società ci assegna. I comportamenti sono diversi a seconda che si è scolari, studenti, fidanzati, sposi, mariti e via discorrendo. In pratica dei comportamenti " standard" per una società sana e vivibile a cui non tutti aderiscono portando la stessa alla disgregazione.

L'autore
Antonio Guarracino

Ho vissuto la mia infanzia, la mia adolescenza, e parte della mia gioventù, represso ed appartato. Poi circostanze favorevoli sopravvenute e soprattutto un grande desiderio di amore hanno stappato la bottiglia ed è venuta fuori con la spuma frizzante la mia gioia di vivere con gli altri, la mia musica, la mia poesia,

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Commenti (2)

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Julie3 aprile 2017

Maschere varie per tutte le stagioni della vita, gioconde, ombrose, melanconiche, solari, accompagnano i nostri passi, ridono come bambini, vivono la finzione saltando la realtà,protagonisti sulla scena... quando cala il sipario sotto la maschera un vuoto che non si colma. Vera è piaciuta. Complimenti.

Alberto De Matteis3 aprile 2017

Bene ha fatto il bravo Autore a specificare nella nota che le maschere vanno intese soltanto come la serie di comportamenti che ognuno di noi necessariamente deve avere per svolgere i ruoli che la società ci assegna. E l'Autore con la pacatezza e la gentilezza sue caratteristiche, passa in rassegna tutti i momenti salienti della sua vita sin dal primo vagito. Ed ora, nella piena consapevolezza di quanto operato, non aspetta altro... che il sipario si chiuda... ma quanto più tardi è possibile. Trovo questa bella lirica molto pacata nelle parole e molto dolce e musicale nei versi. Plauso ed elogio.