Memorie di un perfetto sconosciuto
Rosaria Barbarinaldi
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Si trascina,
il vecchio,
accartocciato dentro il suo cappotto liso,
con le mani incrociate sul grembo,
i pollici che nervosamente si sfiorano,
e lo sguardo di chi attende impaziente
che il tempo scorra.
Un tempo ormai lento,
sfrangiato,
strappato,
forse egoista,
forse severo,
un tempo corrotto dall'ombra cupa della solitudine.
In quel bar,
consuma le sue giornate,
davanti ad una tazza di caffè fumante,
per combattere il freddo che lo attanaglia dentro,
affonda il cucchiaio in un soffice dessert
per ammorbidire l’attesa,
ritorna ogni giorno alla stessa ora,
ordina ogni giorno lo stesso dolce,
e spera di lasciare in quel bar il ricordo di se,
spera di trasformare la solitudine nel suo araldo,
...e il tempo scorre lento.
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L'autore
Rosaria Barbarinaldi
Sono nata a Novembre, forse è per questo che adoro i colori caldi tipici di questo freddo mese autunnale. Ho trascorso la mia infanzia in un piccolo paesino, ricco di storia e tradizione, adagiato su una collina del materano, dove ho vissuto fino alla maturità. Fin dall’adolescenza ho sempre mostrato un profondo inte
Commenti (1)
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Lidia Filippi27 luglio 2017
questo sconosciuto è ognuno di noi che, ormai giunto al tramonto spera e s'illude di lasciar traccia di sè... Bella anche se triste

