Autolesionismo
Saverio Chiti
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Punisco ciò che mi è vita
e dall'alto del mio sapere ignoro quella parte di me
dove ancora risiede la ragione...
mi rinchiudo nella prigione ch'è vita a perdere
così, senza nessuna speranza
e mi disprezzo per quel che sono
un misero uomo ma onesto
un cuore puro che tanto ha dato
e che ora, scarico, più nulla ha.
Che sia nell'autolesionismo il mio cammino?
Su quel crinale che è fatica e mai riposo
e nell'angolo di cielo dove ogni cosa si diperde
se non è condiviso con altri.
Davanti a uno specchio scortico il mio viso
dacché più lo riconosco come mio
e mi infliggo il castigo che fu d'iddio...
vagare in ogni dove alla ricerca di un nuovo Paradiso
laddove tutto è buio e vive nell'ombra
alla vana ricerca di quella luce
che come un'infinitesimale fiammella
illuminerà il volto mio di quell'amore perduto
per me creduto vanto.
E mentre anche l'ultima lacrima si scioglie in pianto
insisto nel punirmi, sperando in un aiuto.
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
Commenti (1)
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Anna Rossi7 aprile 2017
Farsi del male quasi per non sentire il dolore che provoca la vita ...non volersi accettare così fragile, così voglioso di cambiare quello che non si può più cambiare. Una lirica dai versi crudi e sentiti nel profondo. Dolorosamente bella.

