Il gabbiano
E’ lì, ferito, malato,
su una banchina del porto.
Le penne, arruffate,
ma non dalla dolce carezza del vento.
Le ali, raccolte,
per nascondere il capo nel corpo.
E’ lì, indifferente a tutto,
al freddo, alla fame,
ad un bimbo curioso che si ferma a guardare.
Solo un sussulto,
alle grida, nell’aria, degli altri gabbiani,
sulla scia di una barca,
al rientro dalla pesca nel porto.
Uno sguardo a quel cielo lontano,
il ricordo di un mondo,
che visto dall’alto è diverso,
e l’attesa, paziente,
per tornare di nuovo a volare.
©
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